Cristiani divisi in tre campi

Di Eid Camille
24 Agosto 2006

I grandi assenti dei negoziati in corso sono i cristiani libanesi che si presentano, ancora una volta, in ordine sparso. Da una parte, alcune loro formazioni politiche fanno parte delle «forze del 14 marzo», data dell’imponente manifestazione del 2005 contro la tutela siriana; dall’altra ci sono cristiani fra le «forze dell’8 marzo», favorevoli a Damasco nonostante i sospetti circa il coinvolgimento siriano nell’assassinio di Hariri. I primi hanno 40 deputati al Parlamento: 25 sono membri dei blocchi di Hariri figlio e Jumblatt e solo 15 dei partiti “cristiani” di Samir Geagea e di Amine Gemayel. Sono molto critici nei confronti di Hezbollah che si è arrogato il diritto di dichiarare guerra a Israele trascinando il paese in una spirale distruttiva e reclamano lo scioglimento del suo braccio militare. I secondi contano 6 deputati membri dei blocchi parlamentari sciiti, compresi due deputati di Hezbollah! Contano anche su forze extraparlamentari come quelle vicine a Suleiman Frangieh e al presidente Emile Lahoud. Essi difendono la «carta vincente della resistenza» in nome della lotta contro i piani egemonici di Israele. Tra i due campi si situa il blocco del generale Michel Aoun, «ago della bilancia» con i suoi 18 deputati cristiani e uno score del 70 per cento del «voto cristiano». La Corrente patriottica libera di Aoun ha sottoscritto un’intesa con Hezbollah in cui gli riconosce il diritto di opporre resistenza militare a Israele ma solo fino al recupero delle fattorie contese di Shebaa e alla liberazione dei detenuti libanesi in Israele. I rivali di Aoun lo accusano di strizzare l’occhio alla comunità sciita per calcoli elettorali e di impedire la rimozione di Lahoud dalla presidenza, considerato il principale responsabile dell’emarginazione dei cristiani. Aoun fa notare che sono i suoi detrattori, e non lui, a sedere con Hezbollah nello stesso governo e rimprovera ai suoi ex compagni di lotta contro i siriani di rappresentare un “appendice” delle stesse forze (Hariri e Jumblatt, per intenderci) che hanno a lungo assecondato la tutela siriana sul Libano.

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