Cristiani perseguitati in Medio Oriente. Strasburgo lo riconosce e manda aiuti

Di Tempi
22 Novembre 2007

è grazie all’abilità negoziale del suo vicepresidente Mario Mauro se dal 14 novembre abbiamo ritrovato un po’ di stima per il Parlamento europeo e un po’ di speranza per i maltrattati cristiani d’Oriente. La Risoluzione del Parlamento europeo “Su gravi episodi che mettono a repentaglio l’esistenza delle comunità cristiane e di altre comunità religiose” è una pietra miliare per almeno tre buoni motivi. Il primo è che il testo, approvato a larga maggioranza, è stato presentato sotto forma di Risoluzione comune da ben cinque gruppi parlamentari. I firmatari italiani vanno da Mario Borghezio a Vittorio Agnoletto, da Mario Mauro (primo firmatario) a Marco Cappato. Il secondo è che la risoluzione riconosce esplicitamente il ruolo positivo e insostituibile dei cristiani: «In alcuni casi la situazione delle comunità cristiane è tale da compromettere la loro sopravvivenza, (…) qualora esse scomparissero, una parte significativa del patrimonio religioso dei paesi in questione andrebbe perduta». Il terzo è che la risoluzione spiana la strada a interventi di cooperazione internazionale privilegiati. Essa infatti «chiede (…) di prestare particolare attenzione alla situazione delle comunità religiose, ivi comprese le comunità cristiane, in quei paesi dove sono minacciate, nel momento dell’elaborazione ed implementazione di programmi di cooperazione ed aiuto allo sviluppo con quegli stessi paesi».

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