Cristiano nel mirino di Ramallah

Di Bottarelli Mauro
13 Aprile 2006

Oltre 10 mila giovani vietnamiti hanno partecipato il 9 aprile alla Giornata Mondiale della Gioventù organizzata all’interno del Centro culturale cattolico dalla Commissione pastorale dei giovani dell’arcidiocesi di Ho Chi Minh City. Come suggerito da Benedetto XVI, il tema dell’incontro era “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino!”. I partecipanti si sono incontrati al di fuori del Centro molte ore prima dell’inizio e hanno cantato, pregato e letto la Bibbia in attesa dell’avvio delle celebrazioni.
I resti di bambini “bolliti” ritrovati il 3 aprile scorso a Lanzhou, in Cina, non sono frutto di un disgustoso assassinio, ma resti umani usati in un laboratorio per esperimenti. Braccia e altre parti di corpi umani trovati nella discarica sarebbero resti di un cadavere utilizzato per test dall’Istituto per la medicina cinese tradizionale.
Aule scolastiche bruciate, vetrate di chiese distrutte, sale bibliche incendiate e giovani cattolici minacciati da musulmani: è una lista delle violenze crescenti che i cristiani subiscono a Ramallah, da quando Hamas ha vinto le elezioni. A denunciarlo è il parroco, padre Ibrahim Hijazin, 55 anni, da 9 anni alla guida della chiesa di Ramallah e da 13 responsabile della scuola Al Ahliyya, che offre istruzione a bambini poveri cristiani e musulmani.

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