Cristina c’era. E adesso c’è
Come spiega a Tempi Pasquale Cannatelli, direttore generale dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, il caso di Cristina Nicole è un esempio di come lo sforzo medico debba sempre essere «a favore della vita». Sua madre – che ha dato alla piccola il primo nome – era in stato di morte cerebrale in seguito ad un aneurisma e i medici l’hanno tenuta in vita per 78 giorni portando la gestazione fino alla ventinovesima settimana e quindi praticando un parto cesareo. Dopo il parto la donna è morta, costringendo Toni, il marito, a passare dal «miracolo» avvenuto in sala parto al dolore dell’obitorio.
L’intrecciarsi di eros e thanatos, di estremo sacrificio di sé e di «prepotenza del vivere» come ha scritto Avvenire, la delicatezza del fatto di muoversi sul filo di una vicenda che prepotentemente fa esplodere nel cuore domande sul senso ultimo del vivere e del morire, sembra non aver intaccato i giudizi di chi ha voluto trarre dall’episodio sommarie deduzioni sugli errori della morale cattolica. La contraddizione, a detta dei grossolani critici, sarebbe nel fatto che la Chiesa giustifica l’uso delle tecniche scientifiche quando le fa comodo per affermare le proprie verità di fede, mentre lancia anatemi quando tali progressi (si pensi al campo della manipolabilità degli embrioni) osteggiano il proprio credo. Quel che ancora non è chiaro agli illustri scienziati è che la Chiesa trae le sue posizioni dalla realtà, da nient’altro che dalla realtà. Un embrione è un uomo perché lo è. Lo dice la ragione, lo conferma la scienza. Che Cristina potesse nascere lo voleva sua madre e suo padre e gli ottimi medici del Niguarda l’hanno reso possibile. Che il corpo di sua madre non sia stato un «semplice serbatoio», che su di lei l’accanimento terapeutico non sia stato fine a stesso, ma per «un fine» come ha detto monsignor Elio Sgreccia, lo conferma il fatto che Cristina, nel corpo inerme di sua madre, c’era ed era viva. Ed oggi, Cristina c’è. Pesa 713 grammi.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!