«Cristo è di sinistra».
Ha detto all’Unità monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea e teologo conciliare, che «Cristo era di sinistra». In effetti, bisognerebbe trovargli un posticino fra i 45 saggi del Pd, o almeno una cadrega come sottosegretario. Così potrebbe spiegarci, come aveva già fatto la Bindi per i Dico, qual è la ragione evangelica che sostiene i Cus. Oppure potrebbe illuminarci sul significato dello sciopero della fame che quei samaritani dei radicali stanno facendo fare a Giovanni Nuvoli. Oppure potrebbe illustrarci i provvedimenti di una Finanziaria che ha fatto piangere tanti ricchi, ma soprattutto tantissimi poveri. Oppure potrebbe proferire una parola di vita sui provvedimenti presi dalla Turco in materia di lotta alla droga. Oppure potrebbe raccontarci una parabola sul perché il 4 luglio tanti ministri cattolici dell’Unione abbiano preferito presenziare alla festa della Cinquecento Fiat, anziché alla manifestazione di solidarietà per i cristiani perseguitati in Medio Oriente. Oppure spiegarci perché persino Andrea Riccardi di Sant’Egidio abbia sostenuto che «l’Unione ha deluso i cattolici». Oppure commentare le perpetue dichiarazioni dei vari teodem, quei taleban-vaticanisti che sono sempre completamente in disaccordo a metà col governo che sostengono. Oppure potrebbe semplicemente scomodarsi per informarci che monsignor Bettazzi ha preso un colpo di sole, che nemmeno la «lotta al caldo» di Veltroni ha saputo evitare.
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