Cultura itinerante

Di Sacripanti Andrea
19 Ottobre 2006

Perché non riprendere in mano I Promessi Sposi? Questa volta però per una gita nel lecchese. Ripercorrendo, in auto oppure in bici, i luoghi manzoniani. Si consiglia di partire da Villa Manzoni, in via Arlenico a Lecco, che espone cimeli relativi alla vita e alle opere dello scrittore (aperta dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 17.30). A circa 10 minuti a piedi si può visitare la chiesa del convento di Pescarenico, detto anche Convento di fra’ Cristoforo. Da lì ogni mattina all’alba il frate partiva per la sua questua. Poco distante, sulla riva dell’Adda, sorge il pittoresco villaggio dei pescatori, attorno a piazza Era, l’unica località lecchese citata esplicitamente nel romanzo. Mentre presso la foce del torrente Bione una targa ricorda la rocambolesca notte della fuga degli sposi promessi. La seconda fase dell’itinerario si svolge nei rioni della parte alta della città. Dove i luoghi del romanzo sono visibili solo dall’esterno, perché di proprietà privata. Nella zona di Acquate si può ammirare la chiesa di don Abbondio, ricostruita nel 1767 e restaurata nel 1934, e poco distante la famosa cappella dell’incontro con i bravi. Ci sono poi: la chiesa dei SS. Vitale e Valeria dove si sarebbero sposati Renzo e Lucia; la presunta Casa di Lucia di Olate, con il portale decorato con una Annunciazione del Cinquecento e la tradizionale casa di Lucia ad Acquate, oggi un’osteria che ospita mostre fotografiche; il palazzotto di don Rodrigo, che rimase identico a quella descritto dal Manzoni fino agli anni ’40 del secolo scorso. E per finire in bellezza, a Vercurago in località Somasca, c’è il castello dell’Innominato, identificato nei ruderi che si trovano sopra il santuario di san Gerolamo. Per informazioni: www.aptlecco.it. Andrea Sacripanti

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