Da adottare al catechismo
Chi scrive queste righe solitamente non ha molta simpatia per il libri del tipo “questo o quello spiegato a mio figlio”. Normalmente tendono a banalizzare le questioni più serie. Ma questa volta ha dovuto ricredersi. Il libro di Michele Brambilla, infatti, è tutt’altro che banale: è semplice. E quindi si rivolge direttamente a quel tratto di infanzia che, evangelicamente, permane al fondo del cuore di ciascuno («se non ritornerete come bambini…»). Secondo la sana tradizione del catechismo del buon tempo andato è costruito a domande e risposte. E affronta le questioni che tutti, credenti e non, almeno una volta si pongono nella vita: «Ma è esistito veramente?». «Come fu possibile credere che un uomo era Dio?». «Ma Gesù ha mai detto di essere Dio?». «Se è Dio, perché non ce lo mostra più chiaramente?». «A volte non si contraddice?». “Se è così buono, perché permette il male?». «Perché tanti cristiani non si comportano bene?». «E se ci fossimo ingannati? Se fosse solo un uomo?». In termini piani e insieme rigorosi, le risposte affrontano tutti i punti chiave del problema: la ragionevolezza della fede in tutti gli ambiti della vita, l’enigma della libertà umana che può chiudere gli occhi anche davanti all’evidenza, la discrezione di Dio che non vuole privare l’uomo della sua capacità di scelta, gli elementi a sostegno dell’attendibilità dei racconti evangelici, l’avventura della Chiesa come straordinaria documentazione della verità dell’annuncio cristiano, la corrispondenza fra gli insegnamenti di Gesù e le attese del cuore umano, la necessità di partecipare ad un’esperienza per poterla comprendere nei suoi fattori reali. Un libro che potrebbe utilmente sostituire tanti testi di catechismo oggi, ahimè, in voga. Ma anche uno strumento agile per tutti quegli adulti che vogliono una risposta chiara, ragionevole, ortodossa alle domande a cui chiunque sia leale con se stesso non può sfuggire.
Michele Brambilla,
Gesù spiegato a mio figlio,
167 pp. Piemme, euro 9.90
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