Da Lubiana a Portorose

Di Tempi
21 Giugno 2001
Da Capodistria a Postumia, passando per il lago Bled, in compagnia di un rappresentante dell’Ente del turismo sloveno. Tour promozionale in quella parte di Mitteleuropa dove la fuoriuscita dal comunismo fa rima con arte, natura, storia. E Casinò. Di Ileana Selvic

Il presidente americano G.W. Bush e il suo omologo russo Vladimr Putin, non hanno sbagliato a darsi appuntamento qui, a Lubiana, per riaggiornare l’agenda della collaborazione est-ovest e rilanciare il programma di distensione internazionale. Quale cornice più gradevole si poteva immaginare per ospitare un summit dei Grandi a cavallo dei due mondi?

Con Babic nelle grotte di Postumia

La piccola e giovane Repubblica della Slovenia è un grande giardino, basta lasciare Trieste e iniziano le reminescenze veneziane di Capodistria e Pirano per passare al barocco di Lubiana, attraversando un paesaggio rurale incontaminato dove le suggestive grotte di Postumia fanno da meritato richiamo turistico naturale. Aldo Babic, dell’Ente Nazionale del Turismo Sloveno ci spiega come diversi luoghi,vicini fra loro, fanno della Slovenia un grande parco turistico e di divertimenti con infrastrutture ricettive e del tempo libero ad alto livello, compreso noti centri termali. Con forti influenze culturali provenienti dall’Italia e dall’Austria, la Slovenia ha da sempre privilegiato, tra gli aspetti principali della sua economia, il turismo, offrendo ai suoi visitatori foreste incantate, piccoli laghi, rilievi montuosi di grande suggestione (e di noti campi di sci), ma soprattutto una costa marittima di rara bellezza adriatica che si estende per 40 chilometri, da Trieste a Portorose. Un Paese, continua Babic, dove ogni luogo è incantevole, come il lago di Bled con la piccola isola al centro, contornato da verdi colline dove sopra una rupe primeggia l’omonimo castello e la tradizionale “campana dei desideri” che ad ogni rintocco offre la speranza di una richiesta esaudita. È con orgoglio e un pizzico di nostalgia che Babic ci introduce a Lipiza, nota per l’allevamento dei famosi cavalli bianchi Lipizzani, fondato nel 1580 da Carlo II, ai tempi reggente della Carinzia, Istria e Trieste, dove si può assistere alla rappresentazione della scuola classica di equitazione: una esperienza indimenticabile, soprattutto se si noleggia un calesse con cocchiere per ripercorrere, tra verdi colline e meravigliosi alberi – la tradizione voleva che per ogni puledro nato si piantasse un tiglio – i sentieri che un tempo furono meta prediletta dei Reali Austriaci. Babic ci introduce a questo splendido e lussureggiante ambiente agreste indicandoci anche il campo da golf, il rinnovato Hotel Maestoso e il suo singolarissimo Casinò, dove le sale da gioco offrono la sensazione di essere nelle grotte del Carso; è da qui che si raggiunge Postumia in mezz’ora di auto. In un intreccio di gallerie e cunicoli, per venti chilometri, si nasconde quanto di più bello la natura ci offre dopo un naturale lavoro durato milioni di anni: le grotte di Postumia. Per un tratto si visitano a bordo di un trenino elettrico poi con una fresca e salubre passeggiata, per provare un’emozione indescrivibile che appaga la curiosità e scoprire il misterioso regno sotterraneo dove si può ammirare il Proteo, abitatore delle tenebre, e le caverne che impongono meraviglia davanti a un monumento di una natura ancora tutta da riscoprire e rispettare. Questo è il Carso, con le sue numerose e famose grotte come quelle di San Cansiano, ma la regina è lei: Postumia.

Il bacio sul mappamondo

La “mia amata” è la traduzione di Lubiana, capitale della Slovenia, dove impera il barocco e non mancano le statue di draghi sparse qua e là e a far da guardia sul ponte più bello. Piccola città, ma con una grande offerta culturale, dai musei alle accademie, dall’università con oltre cinquanta facoltà, ai suoi teatri. Sede del Parlamento e del Governo che amministra su modello democratico occidentale con l’obiettivo politico di far parte dell’Unione Europea. Dalle colline ai monti, dalla pianura al mare, nel giro di un’ora di auto tutto è raggiungibile: ecco Capodistria, Isola e Pirano, che per le sue caratteristiche è definita la piccola serenissima, e nel golfo, dove l’Adriatico si incunea, appare Portorose, superba località balneare, ai piedi di una catena collinare, con ampia offerta di possibilità di svago, dal tennis alla nautica, con i suoi 1200 posti barca che ne fanno il più efficente e rinomato scalo da diporto di tutto l’Adriatico; dalle terme con i famosi fanghi conosciuti sin dal tempo dei Romani, alle piscine che si trovano nei numerosi complessi alberghieri con ogni tipo di confort. «Portorose – dice Babic – è come il paese dei balocchi, giochi di mare e di terra, giochi di giorno e di notte…». E infatti nel complesso alberghiero Metropole è inserito il casinò, con lo splendido salone francese per un divertimento associato alla ricerca della dea bendata, dove trova lo spazio anche lo spettacolo di artisti provenienti da tutto il mondo, cabaret , balletti tradizionali e folkloristici si alternano nel night-club sotto la regia di Marino. A Portorose l’ospite si trova a suo agio anche perché tutti gli operatori e gli abitanti parlano perfettamente l’Italiano: siamo a nord della penisola Istriana e a soli trenta chilometri dal confine con l’Italia. Babic, simpatico accompagnatore, vuole parlare del suo Paese, illustrare altri posti da visitare. Ma dopo la buona cena servita su una terrazza che domina Portorose, preferisce concludere il nostro tour con la storia di un bambino triste a cui il nonno, per addolcire l’infelicità, regalò un mappamondo. Contento del regalo il piccolo baciò il globo. Ed ecco dove il bimbo posò le labbra: si chiama Slovenia e noi vi aspettiamo.

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