DA QUALE PULPITO
Può essere indubbiamente un rischio quello che Silvio Berlusconi ha fatto con la sua “rivoluzione fiscale”. I problemi di copertura, di contenimento della spesa pubblica, del parametro europeo sul deficit sono tutti reali; fanno parte di una situazione economica incerta, dove è difficile imboccare la strada giusta. Però cercare vie d’uscita da una stagnazione asfissiante e da un declino incalzante non è una “tragedia” che compromette il futuro italiano. Le accuse di elettoralismo a Berlusconi possono anche essere comprese se chi le fa sta in Parlamento, sui banchi dell’opposizione e magari sogna le “patrimoniali”. Stupisce che sia invece Confindustria, con il suo “pluridecorato” presidente Luca Cordero di Montezemolo ad avere un atteggiamento perentoriamente negativo contro la manovra del Cavaliere. Forse gli italiani non dovrebbero pagare sempre tasse alte per finanziare le grandi imprese italiane decotte? è vero che il paese deve guardare al futuro attraverso grandi processi innovativi, ma questa innovazione spetta allo Stato, a tutta la società italiana, ma anche agli imprenditori. Quanto investono le grandi imprese italiane nell’innovazione? Quale rapporto esiste tra l’investimento statale e quello privato? Anche in questo caso bisognerebbe stabilire dei parametri… europei.
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