«Da tempo di Napoli emerge solo il negativo». Dica un po’, Bassolino, sarà mica colpa di Gava?

´ «Per noi il governo è un attraversamento, non un fine», dice Ciccio Ferrara a Europa sulla manifestazione antiprecari Cobas-Fiom (31 ottobre).
Il fine giustifica gli attraversamenti?
´ «E la nuova sinistra deve parlare una nuova lingua», dice Oskar Lafontaine a Liberazione (31 ottobre).
Quello del costruire “nuove lingue” è un vizietto comunista ben segnalato da George Orwell.
´ «Il dialogo tra il premier e i banchieri nasce da conoscenze personali e non nasconde nessun disegno di potere», dice Franco Bassanini al Sole 24 Ore (31 ottobre).
Quando si incontrano Romano, Nanni e magari Claudio e Angelo parlano esclusivamente di ricette di cucina, con solo qualche piccola digressione sui lavori all’uncinetto.
´ «Alessandro Baricco racconta Moby Dick. Lo fa al solito, con straordinario successo, in un amalgama di tenacia analitica anglossassone (nel tracciato coerente, nella ebrezza del discorso) e calore esplorativo mediterraneo», dice Leonetta Bentivoglio sulla Repubblica (31 ottobre).
Come ci mancano quei critici analitici anglossassoni sicuramente con poco calore esplorativo e magari con un amalgama basso, ma che notano come sempre più spesso Baricco dica e scriva boiate pazzesche.
´ «Basta che non mi trovo fuori dall’Unione senza essere avvisato», dice Antonio Di Pietro al Corriere della Sera (28 ottobre).
Avviso di sgaranzia.
´ «Nel suo ultimo libro edito da Mondadori “Io, Rocco” l’attore porno pluripremiato Rocco Siffredi, osannato dai francesi, in particolare dalla regista Catherine Breillat, – più di 1.500 film e 4.000 donne all’attivo -, indica il suo successore: è Omar Galanti, di Vercelli, 33 anni», dice Giuseppe Turani su Affari & Finanza (30 ottobre).
Dopo la liaison Fini-Berlusconi, Pierferdinando Casini, in frenesia di successioni, non ci diventerà mica geloso anche di Omar Galanti?
´ «è da tempo che di Napoli purtroppo emergono soprattutto e in modo fortemente drammatico, i lati negativi», dice Antonio Bassolino a Repubblica (29 ottobre).
Sarà colpa di Antonio Gava?
´ «C’è chi usa la paura con la controinformazione per portare ansia al Paese», dice Romano Prodi a Repubblica (1 novembre).
è dai tempi del Comintern che non si registrava un’autocritica così severa, ampia ed esauriente.
´ «Le parentesi sono come l’aglio, le elezioni e i cugini, ci vogliono ma è meglio non esagerare», dice Beppe Servegnini su Io Donna (26 ottobre).
Questo è un attacco esplicito e ispirato – noi sappiano bene da chi – contro il povero Paolo Franchi e la sua direzione del Riformista.
´ «Ma siamo solo all’inizio», dice Guglielmo Epifani all’Unità (30 ottobre).
è un mistero come un tipino così gentile come Epifani si sia trasformato in un personaggio da film del terrore. Quelli che dicono: «Il mio sogno comincia dove inizia il tuo incubo».
´ «Il pesante ammiccamento a quella parte di società che inclina alla leggerezza dei giudizi», dice Armando Cossutta al Corriere della Sera commentando il caso Pansa (31 ottobre).
Ah! Bei tempi in cui Armandino si poteva esibire in leggeri (non leggerissimi) ammiccamenti a società tipo quella sovietica che inclinavano alla pesantezza dei giudizi.
´ «La prima volta a letto, comunque sia andata, sia lei che lui daranno all’altro l’impressione che è stato indimenticabile», dice Lina Sotis sul Corriere della Sera (30 ottobre).
Un precetto che non vale per la prima Finanziaria di un nuovo governo.
´ «Lui che blinda la manovra e Berlusconi che va in piazza sono le due facce della stessa medaglia», dice Bruno Tabacci alla Stampa (30 ottobre).
Questa schifezza della democrazia è un po’ così: una moneta per cui vince o testa o croce. Poi ci sono quelli come Tabacci che sperano che la moneta resti in piedi.
´ «L’Unione si dà forza: al governo 5 anni», dice un titolo dell’Unità a cinque colonne (28 ottobre).
Un esempio fantastico di stile entusiastico-disperato.

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