Dai Microchip a Marte
Los Angeles, novembre 2019. Il replicante Roy sta per morire e si rivolge al “Blade Runner” Deckard: «Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buoi vicino alle porte di Tannhauser…». Quando, nel 1982 usciva “Blade Runner” l’uomo aveva già messo piede sulla Luna, ma ancora molto restava da scoprire. Oggi, a distanza di 20 anni non sappiamo ancora se esistono i bastioni di Orione o le porte di Tannhauser, ma un piccolo robot (una sonda per l’esattezza) è finalmente sbarcato su Marte. L’emozione è stata fortissima, il pianeta rosso, infatti, ha sempre esercitato un certo fascino sugli umani anche perché, per le sue caratteristiche, potrebbe addirittura diventare una “Terra di riserva”. Comunque, quello che più colpisce in tutta questa vicenda è che, anche se i giornali ne hanno parlato pochissimo, l’Italia ha un ruolo di primo piano nella corsa verso la colonizzazione del “pianeta rosso”. Alenia Spazio, società di Finmeccanica e principale industria spaziale italiana, è stata infatti il contraente principale per le attività di assemblaggio, integrazione e prova di Mars Express, la sonda scientifica dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) che, messa in orbita attorno a Marte, ne studierà l’atmosfera, la mappatura geologica del suolo e del sottosuolo con particolare riferimento alla ricerca superficiale e subsuperficiale di acqua.
Non è vero quindi che la ricerca spaziale parla esclusivamente americano. Il made in Italy, proprio per la sua qualità, è molto richiesto. Come dimostra questo viaggio all’interno dei progetti e delle attività di Alenia Spazio.
26 FEBBRAIO 2004: è L’ORA DI ROSETTA
Se Marte rappresenta il sogno realizzato di qualunque bambino, Rosetta è forse destinata a cambiare sensibilmente il futuro della ricerca spaziale internazionale. Rosetta è una sonda che deve il proprio nome alla più famosa stele. Infatti, così come il prezioso reperto archeologico permise di decifrare la scrittura geroglifica, la sonda aiuterà gli scienziati a comprendere alcuni dei tanti misteri che ancora avvolgono la nascita dell’universo, la sua evoluzione e la sua correlazione con la vita umana.
La sonda ha come obiettivo l’incontro ravvicinato con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Alenia Spazio ha contribuito in maniera significativa anche a questa importante missione scientifica con l’integrazione della sonda nei suoi stabilimenti torinesi e con la realizzazione dello speciale trasponditore digitale di bordo, essenziale per i collegamenti deep space tra la sonda e la Terra. Capace di acquisire segnali debolissimi, il trasponditore, che è basato su una innovativa architettura di elaborazione numerica dei segnali, costituisce, di fatto, la piattaforma di riferimento per tutte le missioni deep space. E’ la prima volta che una sonda viene inviata su una cometa ma, in realtà, Rosetta raggiungerà la sua destinazione solo dopo 10 anni dal lancio (previsto per oggi dalla base di Kourou, nella Guiana francese, con il vettore europeo Ariane-5 G+). La conclusione del lungo viaggio, che porterà la sonda anche molto vicino ad un asteroide, è prevista per il maggio 2014. Solo allora Rosetta potrà far scendere un lander sulla superficie della cometa e iniziare ad analizzarne la composizione.
LA CASA DELL’UOMO NELLO SPAZIO
Era il 20 novembre 1998 quando, con il lancio del modulo Zarya, iniziava la prima fase di una delle più emozionanti avventure dell’uomo nello spazio: la costruzione della stazione spaziale internazionale. Una sorta di casa nello spazio destinata a diventare un complesso laboratorio per effettuare esperimenti in microgravità dove verranno condotte, con possibilità senza precedenti, ricerche e studi di tipo chimico, fisico, medico, biologico e farmaceutico i cui risultati potranno condizionare la nostra vita quotidiana.
Questa complessa opera ingegneristica è il risultato dello sforzo congiunto di 15 nazioni e delle rispettive agenzie spaziali. L’Italia ha partecipato oltre che attraverso l’Esa anche nell’ambito degli accordi bilaterali tra Asi (Agenzia Spaziale Italiana) e Nasa. Importantissimo in questo quadro di riferimento il ruolo di Alenia Spazio che ha contribuito alla costruzione di circa il 50% del volume pressurizzato disponibile. L’azienda italiana ha infatti sviluppato i tre moduli logistici utilizzati per le operazioni di trasporto di carichi scientifici, rifornimenti e materiali, tra la Terra e la stazione. Inoltre ha recentemente ultimato il Nodo 2 ed è attualmente impegnata nella realizzazione del Nodo 3. I Nodi sono gli elementi chiave della struttura che servono a connettere tra loro i vari moduli pressurizzati ampliando il volume abitativo della stazione. Altro contributo rilevante di Alenia Spazio è quello relativo a Columbus, un laboratorio pressurizzato multifunzione che verrà utilizzato per sperimentazioni nel campo delle scienze dei materiali, della fisica dei fluidi e delle bioscienze, oltre che per numerose applicazioni tecnologiche.
CON GALILEO IN ROTTA VERSO IL FUTURO
Ma la vera “specialità” di Alenia Spazio è l’assemblaggio di satelliti. Diventa così determinante il contributo italiano al progetto Galileo, programma europeo per la navigazione satellitare. Una vera e propria costellazione di 30 satelliti che, a partire dal 2008, comincerà a fornire ad ogni tipo di mezzo mobile, in tempo reale e con un margine di errore di pochi metri, informazioni relative alla sua posizione. Galileo si inserisce nelle linee guida della Commissione europea per uno sviluppo sostenibile della mobilità. Secondo una stima dovrebbe generare un rapporto costi/benefici pari a 4/6 (il più elevato rispetto a qualunque progetto infrastrutturale europeo).
Solo per dare qualche numero: si è calcolato che, a regime, il sistema genererà un fatturato di circa 10 miliardi di euro l’anno e porterà circa 150mila nuovi posti di lavoro. Alenia si occuperà dell’integrazione dei 30 satelliti di Galileo con il completamento del primo entro il 2005, di altri quattro entro il 2006 e dei rimanenti 25 entro il 2008.
Proprio per le sue caratteristiche Galileo rappresenta un elemento chiave all’interno delle politiche di mobilità, ma avrà un ruolo fondamentale anche per quello che riguarda il miglioramento della sicurezza del mare, dei cieli e del trasporto ferroviario. Altre possibilità sono ancora in fase di studio ma Galileo rappresenta ormai un passaggio obbligato per traghettare l’Europa nel futuro.
TLC, QUANDO IL SATELLITE ENTRA A CASA TUA
Se non c’è dubbio che Marte e lo spazio sono argomenti che generano un certo interesse nell’opinione pubblica, quello che forse ci sfugge è la stretta correlazione che esiste tra la ricerca spaziale e lo sviluppo economico e sociale di un paese. Mi limiterò a citare due banali esempi: microchip e telemedicina. E sono solo due dei risultati della ricerca spaziale avanzata. Sembrerà strano, ma Marte e i satelliti potrebbero cambiare la nostra vita molto di più di quello che ci immaginiamo. Non è un caso che la presidenza Bush stia investendo molto in questo campo.
Sottovalutare oggi le eccellenze che il nostro paese sistematicamente “presta” a progetti stranieri potrebbe costarci molto caro. Esattamente come ci costò caro la rinuncia all’energia nucleare in un periodo in cui potevamo contare sulla migliore scuola di ingegneri nucleari del mondo.
Per cercare di scongiurare questo pericolo basterà raccontare i progetti che Alenia Spazio sta portando avanti nell’ambito delle telecomunicazioni e del telerilevamento.
Cosmo-Skymed è un programma dell’Agenzia Spaziale Italiana che ha come obiettivo quello di monitorare l’area del Mediterraneo e l’intero globo terrestre fornendo informazioni utilizzabili per molteplici applicazioni come il controllo dei disastri ambientali, delle coste dei mari e delle acque interne, la cartografia, il monitoraggio agricolo con particolare attenzione ai raccolti e alla gestione dei cicli di trattamento. Ma il sistema permetterà anche applicazioni di carattere istituzionale inerenti il controllo e la difesa del territorio.
Cosmo-Skymed sarà costituito da quattro satelliti con relative infrastrutture a terra che saranno lanciati in orbita entro il 2007. Il progetto di cui Alenia Spazio è capocommessa sta impiegando 500 ingegneri e tecnici altamente specializzati per un totale di 3,5 milioni di ore di lavoro.
Un altro progetto molto interessante che Alenia Spazio sta portando avanti in collaborazione con Trenitalia è Fifth (“Fast Internet for Fast Train Hosts”) un programma che porterà, in via sperimentale, i servizi multimediali di televisione digitale, web Tv e Internet sui treni ad alta velocità, servendosi di un satellite a larga banda come principale mezzo di comunicazione. In questo modo i passeggeri, durante il viaggio, potranno seguire alcuni canali della Tv digitale, arricchiti con contenuti interattivi e di informazione, e avranno l’opportunità di navigare in Internet e di lavorare esattamente come se si trovassero nel proprio ufficio.
Non va dimenticata poi Skyplexnet la piattaforma digitale che aprirà la strada all’utilizzo commerciale delle telecomunicazioni satellitari. Skyplexnet, infatti, permette di accedere direttamente al satellite con terminali di piccole dimensioni. In questo modo si rendono possibili un’ampia varietà di servizi bidirezionali a larga banda: dalle video conferenze multi-utente, alla formazione a distanza, dall’Intranet aziendale con bande a qualità garantite, ai servizi pubblici alla telemedicina, dal videostreaming interattivo al multicasting tematico. Insomma, per dare l’idea, con Skyplexnet la tecnologia più avanzata sarà finalmente alla portata di tutti. Basti ricordare che questa tecnologia ha reso possibile il collegamento interattivo di stazioni del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dislocate su tutto il territorio italiano. Resta un solo dubbio che Leopardi, nel suo Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, esprimeva così: «Forse s’avess’io l’ale/ da volar su le nubi,/ e noverar le stelle ad una ad una,/ o come il tuono errar di giogo in giogo, più felice sarei, dolce mia greggia,/ più felice sarei sarei candida luna». Ad ognuno di noi la risposta.
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