Dal “Che” al “Gius”
Io non ho smesso di pensare ai poveri, non ho smesso di sentire sete di giustizia, non ho smesso di pensare all’infanzia abbandonata e alla crisi morale che affligge i nostri popoli. Solamente che oggi penso in modo più totale, oggi penso all’uomo intero. Il mondo così com’è non lo posso cambiare… ma io di fronte al mondo, sì, cambio, e tutto quello che faccio deve riflettere questo cambiamento. Cambio il mondo nella misura in cui cambio io. Non importano le mie fragilità. Importa lasciarmi guidare da ciò che si è incontrato e scoperto nella persona di Cristo. Mi scuserà don Giussani per essermi attardato in questa riflessione, ma voglio chiarire che nasce dal mio recente incontro con il movimento di Comunione e Liberazione.
Da una lettera a don Luigi Giussani di Juvenal Ñique Rios, ottantenne intellettuale peruviano che conobbe Ernesto “Che “ Guevara.
In “Tracce” , settembre 2000
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