Dal Guardian alla stampa conservatrice

Di Bottarelli Mauro
21 Settembre 2006

Melanie Phillips nasce a Londra nel 1951 da madre casalinga e padre insegnante. Laureata in lingua e letteratura inglese a Oxford, comincia il suo apprendistato giornalistico all’Evening Echo, un piccolo giornale pubblicato a Hemel Hempstead per poi passare al settimanale New Society. L’approdo al mondo della grande stampa avviene nel 1977 quando viene assunta dal Guardian, giornale del quale diviene prima corrispondente e poi responsabile dei servizi di ambito sociale. Dal 1987 comincia il lento ma inesorabile distacco non solo dal quotidiano della sinistra britannica ma dal mondo laburista in generale e l’approdo prima all’Observer come columnist e poi al Sunday Times: nel 1996 vince l’Orwell Prize per il giornalismo, il più importante riconoscimento della stampa britannica. Nel 2001 il salto definitivo: Melanie Phillips, nel frattempo divenuta scrittrice di enorme successo in patria e caustica polemista nei talk-show politici di Bbc e Itv, arriva al Daily Mail, tabloid rightwing, di cui diventa immediatamente la punta di diamante come editorialista. La sua produzione letteraria contempla il best-seller All must have prizes, atto d’accusa verso la crisi morale ed educativa della Gran Bretagna, The sex-change society: feminised Britain and neutered male, America’s social revolution, The ascent Woman e l’ultima fatica Londonistan. Nel 1984 ha anche scritto un’opera teatrale, Traitors, andata in scena l’anno successivo presso la Drill Hall di Londra.

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