Dal mondo 8

Di Tempi
01 Marzo 2000
La settimana internazionale

Abortisti di tutto il mondo uniti (contro la Santa Sede)…

“Via il Vaticano dall’Onu”. Questo lo slogan di “See Change”, la campagna organizzata da circa 70 tra fondazioni e associazioni non governative per chiedere a Kofi Annan, il segretario generale della Nazioni Unite, di togliere al Vaticano il tradizionale status di Osservatore permanente presso l’Onu. Sotto accusa è la morale della Chiesa Cattolica che da sempre si oppone alle politiche demografiche e su cui ricade la responsabilità del fallito tentativo di imporre ai paesi in via di sviluppo contraccezione e aborto alle conferenze del Cairo e di Pechino. La battaglia ideologica contro la Santa Sede, condotta con i mezzi della pubblicità e sfruttando tutte le potenzialità di Internet – del resto occorrerebbe guadagnare la maggioranza dei voti dell’Assemblea generale Onu per espellere un osservatore permanente – è cresciuta nelle ultime settimane, mentre il Papa celebrava il quinto anniversario dell’enciclica morale Evangelium Vitae ricordando che “le leggi contrarie al diritto alla vita, che legalizzano l’aborto, l’eutanasia, la sterilizzazione, la pianificazione delle nascite con metodi contrari alla vita e alla dignità del matrimonio” non sono né una “ineluttabilità”, né tantomeno una “necessità sociale”.

… nel segno di Malthus (o di Hitler?) Ha risposto Frances Kissling, presidentessa di “Catholics for Free Choice”, il gruppo americano di cattolici favorevoli all’aborto legalizzato promotore di “See Change”, sottolineando come “non si comprenda perché un ente che rappresenta 100 ettari di terreno e qualche attrazione turistica, con una cittadinanza che esclude donne e bambini debba sedere al tavolo con i governi e stabilire politiche che riguardano proprio la sopravvivenza di donne e bambini”.

Attorno ai “Catholics for Free Choice” si shierano contro la Santa Sede tutti gli organismi che promuovono politiche di sterilizzazione e contraccezione per ridurre la popolazione dei paesi in via di sviluppo, dove dietro l’etichetta della “crescita sostenibile” e i richiami alla teoria malthusiana (dal nome dell’economista inglese Thomas Malthus che nel 1798 teorizzò l’inconciliabilità tra crescita della popolazione e diffusione del benessere) si cela l’intenzione di eliminare “bocche inutili da sfamare” all’insegna del peggiore darwinismo demografico: in pratica la sopravvivenza del più forte, tanto più in un momento di crisi economica globale. Molte Ong nella lista dei firmatari hanno del resto legami con associazioni nate tra gli anni Venti e Trenta del secolo appena trascorso di ispirazione vagamente nazistoide.

Gli eugenetici all’Onu Tra le più celebri ricordiamo la potentissima International Planned Parenthood Federation (Ippf, Federazione internazionale per la pianificazione familiare, che raggruppa circa 120 associazioni nazionali per la pianificazione familiare), figlia di quella Planned Parenthood di Margaret Sanger che negli anni Venti propagandò l’infanticidio e la sterilizzazione nel nome della “purificazione della razza”. Mentre in passato a rifornire regolarmente di fondi l’associazione ci pensava Rockefeller e la sua Fondazione, oggi il nuovo finanziatore è il magnate dell’informatica Bill Gates che ha recentemente donato 480mila dollari alla costola canadese dell’organizzazione.

Fa parte della lista anche Population Concern, un Ong assai influente che ha come padrino ufficiale il principe Filippo, consorte della Regina d’Inghilterra – lo stesso che un giorno espresse il desiderio di reincarnarsi in un virus dell’Aids per contribuire al riequilibrio demografico mondiale – e tra i vicepresidenti il professor Richards Dawkins di Oxford, portavoce del Movimento per le scimmie, secondo il quale alle scimmie dovrebbero venir riconosciuti gli stessi diritti degli uomini.

Celebre anche la Marie Stopes International, da Marie Stopes, la donna che diede vita in Gran Bretagna al movimento per il controllo delle nascite, considerata una protagonista del movimento per l’eugenetica (che si propone il miglioramento genetico della specie umana e tra i suoi controversi ideologi annovera il britannico Julian Huxley, famoso per la sua proposta di sterilizzare i deboli di mente e la gente di colore).

La “divina intelligenza” consentì l’aborto, ma non i criminali cibi transgenici Sorprende trovare in così bella compagnia nientemeno che una comunità di suore cattoliche, le “Loretto Sister” che dal 1812 vivono nel Kentucky impegnandosi per una economia di pace, uno “sviluppo sostenibile”, un miglioramento dello status delle donne e dell’ambiente e per l’educazione dei giovani. Le sorelle di Loretto non hanno alcun imbarazzo ad appoggiare una campagna favorevole al controllo delle nascite e all’aborto, ma si dichiarano indignate e “protestano” per l’incivile pratica che introduce nella catena alimentare cibi geneticamente modificati secondo combinazioni “non previste dalla divina intelligenza” e lanciano un appello alle comunità religiose e scientifiche di tutto il mondo per bloccare questa “consuetudine criminale”.

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