Date a Pippo la direzione del Corsera
L’informazione serve a svegliare coscienze? A questa domanda si può rispondere con una grande risata, soprattutto per quanto riguarda l’Italia. L’autorevolezza dei giornali è tale che gli italiani leggono sempre meno, meno dei turchi (con tutto rispetto parlando), i quali non hanno nemmeno il record di una sezione quotidiana di giornali sportivi che è un primato tutto peninsulare. In più, i quotidiani perdono continuamente, sono quasi tutti in crisi malgrado i “classici” svenduti e i gadgets di vario tipo, più o meno regalati. I giornali andrebbero quindi ripensati, ma i segni non sembrano proprio quelli del ripensamento. Si va avanti così. Ma ci sono le televisioni! Non ci risollevano il morale. In attesa dei nuovi palinsesti, già predisposti, vedremo in autunno le stesse cose che abbiamo visto a primavera e nell’inverno scorso. Ormai i ragazzi “concepiti” nei primi anni del Costanzo Show, stanno diventando padri e così consegneranno ai figli questa “gloriosa tradizione” del talk show di tuttologia. Fatti due o tre conti, sulle immagini riservateci e sulle notizie via etere, si può tranquillamente affermare che la signora Anna Maria Franzoni, conosciuta come “la mamma di Cogne” ha avuto più presenze televisive di Bin Laden. Il che giustifica una nostra particolare tesi: lo sceicco del terrore non esiste. è vero che c’è tanto altro da (non) vedere, ma non sembra che idee nuove fioriscano. Per fornire qualche suggerimento ai comunicatori e agli informatori, vorremmo dire quello che ci interessa per conoscere cose che riusciamo a trovare a fatica: l’entità del debito Fiat, ad esempio; chi controlla realmente l’Eni; la (s)vendita delle municipalizzate di una città come Milano; la situazione reale del bilancio statale; perché tutte le cose che scrive Paolo Cirino Pomicino nei suoi libri non vengono perseguite penalmente: ci sono notizie sconcertanti sul periodo di Tangentopoli. è un visionario Pomicino o sono addormentati i nostri pubblici ministeri di fronte a una sequenza di notitiae criminis? Poche cose, in fondo, ma che sarebbero necessarie in una cosiddetta democrazia partecipata. Poche note su marketing e pubblicità, anche perché il problema è ostico. Fino a che punto influenzano, questi due importanti settori comunicativi, l’informazione? è giusto che la influenzino oltre a fornire già immagini e modelli di vita? è un piccolo, ma non troppo, problema delle società attuali. L’impressione è che, guardando costantemente a bilanci e introiti pubblicitari, ci si dimentichi la correttezza di fondo dell’informare e del comunicare. Ma allora si può tranquillamente dire che la democrazia “nuova” poggia sull’auditel, sugli introiti pubblicitari, sulle tecniche di marketing. Basta saperlo. E dirlo con chiarezza. Non c’è più bisogno di scomodare “quarto e quinto potere”. Potremmo, a questo punto, suggerire per la direzione del Corriere della Sera Pippo Baudo e la Carrà. Due grandi comunicatori, due grandi professionisti.
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