Per Deaglio «sbarrano il giornalismo d’inchiesta». Il famoso giornalismo che i fiaschi se li fa e se li beve

´ «Abbiamo dimostrato che un’inclinazione del busto a 135 gradi rispetto alle gambe rappresenta la migliore posizione da assumere quando si è seduti», dice l’ortopedico dell’università dell’Alberta (Canada) Wasim mir Bashir a Repubblica (29 novembre).
E adesso chi glielo va a dire a Ciampi che la famosa schiena dritta fa male alla salute?
´ «Il termine massimo per esprimere una parvenza di autocritica seria non supera i quattro-cinque anni di distanza dall’accadimento a torto o a ragione messo in questione», dice Alberto Asor Rosa sulla Repubblica (29 novembre).
Sull’Ungheria, su Leone e su molto altro, Ingrao, Napolitano e l’infinita schiera di memorialisti ex Pci sarebbero tutti fuori tempo massimo, secondo le regole asor-rosiane. Di venti, venticinque anni.
´ «Se una cosa è buona e giusta, com’è che da anni trova un dissenso così vasto?», chiede Alfonso Pecoraro Scanio al Corriere della Sera (29 novembre)
La giustificazione del dissenso è giustificata dal dissenso stesso: ragionamenti politici di questo tipo fanno diventare ciechi? Fanno crescere il pelo sulle mani? Ricordarsi di chiederlo a qualche gesuita tradizionalista.
´ «Sbarrano il giornalismo d’inchiesta», dice Enrico Deaglio al Corriere della Sera (29 novembre).
Il famoso giornalismo d’inchiesta che i fiaschi se li fa e se li beve.
´ «Ora lo devo dire, con l’abbrivio della vittoria pensavo fosse il momento dell’accelerazione sul partito democratico», dice Walter Veltroni al Corriere della Sera (29 novembre).
L’abbrivio della vittoria sarebbe lo 0,06 per cento? Sta facendo troppi romanzetti, quel caro ragazzo.
´ «Comunque lo si voglia giudicare, il movimento talebano aveva una fortissima carica etica», dice Massimo Fini alla Padania (30 novembre).
Cariche etiliche che giudicano cariche etiche.
´ «Il voto del direttivo Cgil è stato un voto di maggioranza, non di isolamento della Fiom», dice Gianni Rinaldini all’Unità (30 novembre).
Per Rinaldini, Guglielmo Epifani non è neanche una tigre di carta: è un micetto di marzapane.
´ «Se fossi stato il sindaco di Venezia avrei fatto come Massimo Cacciari», dice Piero Fassino al Corriere della Sera (30 novembre).
Il segretario (nervoso) insinua che non è sbagliato manifestare contro Romano Prodi. Ma perché i Ds non si prendono la moglie Anna Serafini? Appare assai più decisa e virile. Dario Franceschini, capogruppo alla Camera dell’Ulivo, che non ne può più dei “due”, proponga anche uno scambio fra Francesco Rutelli e Barbara Palombelli.
´ «O si ascolta Confindustria o il nostro popolo», dice Franco Giordano sul Corriere della Sera (30 novembre).
E che cosa farebbe il nostro popolo senza i preziosi consigli del principino di Confindustria: si terrebbe le sue capigliature tutte moscette, spente, senza vita, con le doppie punte?
´ «La quarta e ultima pista, comparsa due giorni dopo la morte di Litvinenko e forse troppo frettolosamente scartata dai media, è quella del suicidio», dice un articolo senza firma (causa sciopero) sulla Stampa (30 novembre).
La firma non c’è. Ma si riconosce il genio di Giulietto Chiesa.
´ «E così oggi è il turno dell’hezbollah e dei suoi alleati. Scenderanno in piazza, nel cuore di Beirut a oltranza per dare una spallata al governo», dice Imma Vitelli su Europa (1 dicembre).
Non solo a Roma, anche a Beirut è tempo di spallate. In Libano, peraltro, sono gli amichetti di Massimo D’Alema a darla.
´ «All’inizio certo Livia appare un po’ naive», dice Rina Gagliardi su Liberazione (1 dicembre).
Invece, dopo, Livia si presenta come una sofisticatona.
´ «Non c’è modo di far cadere il governo se non attraverso il parlamento che finora ha espresso la sua fiducia», dice Fouad Siniora a Repubblica (1 dicembre)
Ma chi crede di essere? Prodi?
´ «Inaugurano un clima di attacchi personali», dice Piero Fassino a Repubblica (1 dicembre).
Inaugurano? Arridateci la Serafini Anna.
´ «L’Unione ha una linea ben chiara sulla droga che è nel programma», dice Barbara Pollastrini a Repubblica (1 dicembre).
Più che chiara, la linea sembra sfumata. Anzi fumata.

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