DECOSTRUZIONE EUROPEA

Di Ferrari Anna
16 Settembre 2004
J.H.H. Weiler, Un’Europa cristiana, ed. Jean Monnet Center, pp. 143, euro 10

Perché la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea ha rifiutato tre volte di includere un riferimento esplicito al cristianesimo come elemento centrale nell’identità dell’Europa? è un errore e una scelta costituzionalmente inaccettabile, un modo per sfuggire alla propria storia. Weiler, giurista e docente universitario – che ha compilato questo libro in occasione del Meeting di Rimini – affronta la questione. E i cristiani tacciono. L’art. 51 del progetto di Costituzione garantisce il rispetto della libertà e della religione per credenti e laici.
Papa Giovanni Paolo II, nell’Enciclica “Redemptoris Missio”, sollecita modalità utili per il rapportarsi fra popoli salvando la personale identità e una lettura etica dei problemi. La Costituzione europea fa diventare i popoli un corpo politico.
Ma è accaduto un indebolimento della democrazia e della legittimità dell’Unione, un malessere dell’integrazione europea, l’assenza di controllo normativo. Si frantumano i valori spirituali originali. Non si crede più in niente se non nei media.
L’Europa è causa della sua crisi e del suo fallimento, diversamente che nel suo momento fondativo.
Il messaggio alla fine del Preambolo della Costituzione è: «Uno spazio privilegiato della speranza umana».

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