Del clero Iscariota. (E della resistenza di popolo 6)

Di Tempi
17 Gennaio 2002
Non so da quanto, ma dal medioevo di sicuro. Erano secoli che qui, al paese dove vivo, le campane suonavano i rintocchi la sera, la mattina e di notte (oltre che di giorno ovviamente)

Non so da quanto, ma dal medioevo di sicuro. Erano secoli che qui, al paese dove vivo, le campane suonavano i rintocchi la sera, la mattina e di notte (oltre che di giorno ovviamente). Ora il Vescovo ha deciso che dalle nove della sera fino alle 7.30 della mattina (le otto la domenica) le campane di tutta la diocesi di Bergamo non debbano più suonare. Questo ha detto il parroco in chiesa, senza porsi troppi perchè. Non so in realtà perchè il Vescovo abbia deciso così. Forse che le campane disturbano gli ecologisti e gli ambientalisti? o la gente che della Chiesa non sa che farsene? Ma non è questo il punto. Ciò che mi spaventa è che non era mai successo, da che la nostra terra era divenuta cristiana. E mi spaventa che sia il Vescovo stesso a far così senza dare un perchè. Cioè mi irrita che il nostro pastore ci dica «pecorelle, brucate adagio perchè il fatto stesso che voi esistiate disturba la gente e ciò non è conveniente». Se poi unisco il fatto che, all’indomani dell’11 settembre scorso, il nostro illuminato parroco ha invitato alla catechesi del lunedì una donna islamica («perchè bisogna capirli») e, in chiesa, di fronte all’altare, ha proclamato solennemente che quella sera non si sarebbe pregato come solito, «per rispetto dell’islamica» (per fortuna mia suocera, anziana, ha chiesto e ottenuto, assieme ad altre donne, di dirla la preghiera; anche se il prevosto ha passato mezz’ora a scusarsi con la donna islamica dicendo che lo faceva per quelle povere donne che gliel’avevano chiesto, perchè loro erano abituate così, poverette), lo scoramento in me è profondo e anche la paura è forte, perchè non mi ero mai scoperto così, con un’ostilità al cristianesimo di Santa Romana Chiesa che permea tutt’attorno, e con i nostri pastori così pericolosi.

Roberto Borlotti, impiegato,Bagnatica (Bergamo)

Anche il nostro, di scoramento, è forte.

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