Del mitosinistrismo italiano
Dirsi “politicamente scorretti” è comune (e banale e noioso) proprio come attribuirsi l’oramai “proverbiale” contrario. Ma Fondazione liberal (Fl), diretto da Ferdinando Adornato — il n. 5 da quando è bimestrale, dopo essere stato mensile e (defunto) settimanale con il semplice nome di Liberal —, ci riesce, sferrando almeno due belle stoccate. La prima è un programma già nel titolo, Che noia Holden & co., e nel laconico annuncio: Miti scaduti. Né è da meno l’altra, La terza sinistra, glossata con Il nuovo Comintern rosso-verde. I sarcofaghi barbosi di cui si occupano Renzo Foa, Gianfranco Pasquino e Claudio Risé sono quei miti demodé per tutti, ma non per la Sinistra più o meno veltroniana che sbava per i vari Jerome David Salinger, John Fitzgerald Kennedy (anche se Pasquino stronca l’allora presidente statunitense per le ragioni sbagliate) e certo psichiatrismo parafreudiano d’accatto e assieme d’antan. Criticavano il conformismo borghese e sono borghesi conformisti. Quanto al Comintern del Terzo Millennio, FL ricorda che i Verdi hanno sempre il cuore rosso: dai pacifisti filomoscoviti agli ecologisti solo antioccidentali. Morta e sepolta la lotta di classe marxiana-marxista classica, lo scontro dialettico porta oggi il colore della clorofilla (e dei dollari). Ne parlano Jacques Garello, Angelo Panebianco, Luigi Negri, Henri Lepage, Umberto Ranieri, Sergio Ricossa e Alberto Mingardi. E dire che per i medici il verde è riposante… Degni di nota pure gl’interventi di Gianni Baget Bozzo, Ernst Nolte, Angelo M. Petroni, Sergio Romano, Giorgi Rumi, Fedele Confalonieri, Giorgio Vittadini, Luca Doninelli, Giuseppe Bedeschi, Vittorio Strada, Carlo Lottieri, Marco Follini (sullo storico Johan Huizinga), Dario Antiseri, Giancarlo Galli, Antonio Martino, Gian Enrico Rusconi e dello stesso Adornato. Oltre al colloquio fra Sergio Belardinelli e il cardinale Christoph Schönborn, e al volumetto in suppelmento Il liberismo sociale. Idee e programmi per una nuova cultura di governo.
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