Delirio pacifista made in Corsera (redazione milanese)
Deve trattarsi di un altro virus misterioso. Dopo il Sars, la polmonite atipica di origine orientale che ha causato una cinquantina di morti e decine di contagi in tutto il mondo, da qualche giorno un altro morbo è apparso. Le sue caratteristiche principali sono che colpisce esclusivamente “pacifisti” e paralizza totalmente le loro facoltà logiche. Il primo caso è stato segnalato a Livorno, dove i portuali della Cgil si sono rifiutati di effettuare le riparazioni ad una nave Usa “militarizzata”. Risultato: lo scalo toscano ha perso una commessa da 250mila euro, mentre l’unità navale ha ottenuto gli interventi richiesti nel porto di… Tolone, scalo marittimo della pacifista Francia! Il secondo caso è stato registrato a Milano, presso la redazione della cronaca cittadina del Corriere della Sera. Qui oltre alle facoltà logiche è andato cancellato anche il senso dell’umorismo. Il quotidiano ha ricevuto la lettera di un lettore settantenne, invalido civile, recentemente sfrattato dalla casa in cui viveva «fin dall’adolescenza». Gli illuminati redattori la interpretano come un omaggio alle virtù taumaturgiche della bandiera pacifista. Scrivono nell’occhiello: Settantenne perde la casa. Poi vede il vessillo arcobaleno sul “suo” balcone. E nel titolo: «Uno sfratto senza rancore. Grazie alla bandiera della pace». Un breve testo introduce la lettera spiegando che, grazie alla popolarissima bandiera, è stato «come se d’improvviso, in qualche modo, il vecchio appartamento fosse tornato di nuovo “suo”». In realtà la lettera gronda dolente ironia nei confronti dei nuovi occupanti dell’appartamento, che non si sono fatti scrupolo di sfrattare l’anziano affittuario ma ostentano orgogliosamente la loro fede nella pace universale. «…questa bandiera arcobaleno – scrive il signor Dario Ravanelli – posta dalla signora che adesso abita l’appartamento, mi ha rappacificato con me stesso e con coloro che mi hanno fatto abbandonare quella casa ove sono entrato all’età di 12 anni. Pace dunque, pace per lo spirito mai cheto dopo aver lasciato quel balcone e pace a coloro che mi han sfrattato nonostante fossi un invalido rimasto solo». Incredibile ma vero, i redattori della Cronaca di Milano del Corsera, probabilmente fulminati dal misterioso virus, non sono stati in grado di comprendere il vero significato della lettera. Chi volesse constatare coi propri occhi la topica presa dal quotidiano di Via Solferino, la può trovare alla pagina 49 del Corriere della Sera del 28 marzo scorso, taglio basso della prima pagina dell’inserto di cronaca.
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