Dell’albero piantato da don Gelmini, parlano i frutti
La seguo e l’apprezzo per il contenuto delle cose che scrive (su Tempi e Il Foglio). Trovo ben fatto il settimanale che lei dirige e pur nel poco tempo a disposizione riesco a conciliare la sua lettura insieme a quattro quotidiani. Mi permetta comunque di criticare un articolo pubblicato sul n° 30 del 26 luglio scorso. O meglio la critica va ad una risposta datale da Raffaello Vignali, presidente della Compagnia delle opere (Cdo), nell’articolo “Caro Pierluigi candidati tu. Firmato Cdo”. Dove il Pierluigi è il ministro Bersani, che non mi sembra abbia liberalizzato molto, e quello che ha fatto lo ha deciso in chiave monocola a favore della Coop. Ma non è Bersani l’oggetto del mio dire, quanto quello che afferma Vignali, in risposta ad una sua domanda sull’inchiesta in Calabria, che ha lambito la Cdo di Antonio Saladino. Non vi è dubbio che «nei confronti delle persone indagate occorre che vengano prodotti riscontri oggettivi». Di certo «è innegabile che in Calabria Antonio Saladino e i suoi amici in questi anni sono stati un fatto di documentata novità. In una regione in cui il tasso di crescita del pil è negativo da anni, la disoccupazione è a livelli patologici e i bisogni della gente non trovano altre risposte che la retorica, questi hanno creato imprese e centinaia di posti di lavoro. Dovrebbe essere questo il primo giudizio di valore…». D’accordo con Vignali, ma anche la sua è piena retorica. Perché al secondo posto, non svincolato dal primo, dovremmo mettere la totale correttezza amministrativa, da parte di ognuno, nel ricevere ed utilizzare capitali a fondo perduto. Perché al terzo posto, non svincolato dal primo e dal secondo, dovremmo mettere la lotta totale, da parte di tutti, alla malapolitica e alle infiltrazioni di ‘ndrangheta e mafia. Caro direttore, la corruzione politica e la dominanza dei poteri criminali in Calabria hanno raggiunto livelli infernali (.). Da parte mia ho avuto modo di ascoltare giorni fa su Radio 24 una lunga inchiesta sui fatti calabresi, anche con le trascrizioni di intercettazioni telefoniche di vari indagati, incluso Antonio Saladino. Certo, «bisogna produrre riscontri oggettivi», certo, verso il garantismo ho una fede assoluta, ma le assicuro che l’ascolto di quanto emerso in questa inchiesta fa venire i brividi ed indigna.
Enzo Alessandrini Biondi Milano
Gentile lettore, le vorrei suggerire uno scrupolo: che ne sappiamo noi che la vita degli altri non possa essere manomessa da un’indagine-teorema che mette tutto e tutti nello stesso calderone? Che ne sappiamo noi che la vita di una brava persona non possa essere distrutta da una radiolina o da un giornale che tagliano-incollano non la sentenza di un processo, ma le intercettazioni di un telefono? Dice che il fare del pm è sorvegliato dal gip. Non ci risulta che a Catanzaro le indagini del pm siano arrivate al giudizio del gip. Ma ci risulta che, in particolare sul caso Saladino, il pm continui a collezionare solenni bocciature dal Tribunale del riesame. Anche la Colombia è piena di narcotrafficanti, ma le giuro che conosco brave persone anche là. Antonio Saladino è una brava persona. Sa qual è il problema? Che mentre i professionisti della mafia e i professionisti dell’antimafia si danno la mano, la Calabria reale non se la fila nessuno. La vera lotta alla mafia è fare quel che diceva Giussani: «Se ci fosse un’educazione del popolo tutti starebbero meglio». E, perdoni, provi a non usare più quel vocabolo. Ormai si “indignano” anche i boss della ‘ndrangheta.
Ho conosciuto personalmente don Pierino. Con la mia famiglia e con alcuni amici abbiamo avuto l’occasione di frequentare alcune sue comunità. Ma ancor di più, con l’Associazione Hospitale (della quale sono presidente) ho avuto il grande privilegio di accompagnare a morire alcuni dei suoi ragazzi colpiti dall’aids (.). In un paese, il nostro, il cui premier vuole insegnare ai sacerdoti a fare le prediche è senz’altro mal visto il sacerdote che le prediche non fa ma che dà la propria esistenza per coloro che ama. I ragazzi e le ragazze che finiscono il cammino della Comunità Incontro tornano ad essere vere persone e veri cittadini non perché hanno incontrato chi li ha educati alla legalità e alla sana cittadinanza ma perché sono stati oggetto di un amore, quello di don Pierino, quindi quello di Cristo, che tutto fa rinascere.
Dott. Mignoni Giorgio Torino
Per me don Gelmini potrebbe anche aver rubato venticinque barattoli di marmellata di lamponi. Resta che se ci fossero in giro più uomini come lui il popolo starebbe meglio. E anche i tossici ne trarrebbero giovamento.
Alla manifestazione per il centenario degli scout Prodi ha affermato: «Prendersi meno sul serio nelle cose normali della vita ed essere molto più seri nei principi». Ma quando perderanno questo maledetto viziaccio?
Giovanni Fasani via internet
Ha detto Prodi? Quello che si trova a monte del fiume e accusa quelli che stanno a valle di intorbidirgli l’acqua?
La tradizione è comunicazione della cultura popolare. Tradizionale è crescere, imparare, insegnare e dialogare. La trasgressione è isolamento dalla cultura popolare. Trasgressivo è affermarsi senza fatica, strumentalizzare, imporre e azzittire. Guardando la nostra patria chi osa ancora affermare che i trasgressisti sono moralmente migliori dei tradizionalisti?
Matteo Maria Martinoli Milano
Nessuno. Tranne i trans.
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