Dell’intangibilità dell’uomo
Veza Canetti, La strada gialla, 187 pp. Marsilio, euro 13,43
Agli inizi degli anni Trenta del secolo scorso venne pubblicata sulla Arbeiter-Zeitung di Vienna una serie di articoli che raccontava la vita degli abitanti della Ferdinandstrasse, la “strada gialla” dei commercianti di pellame nel quartiere di Leopoldstadt. Sotto lo pseudonimo di Veza Magd si celava Veneziana Traubner-Calderon, che di lì a poco avrebbe sposato Elias Canetti, diventando per tutti Veza Canetti. Gli articoli raccontavano le piccole vicende della signora Runkel, l’acida e avida padrona della tabaccheria, povera storpia in carrozzella che nel tempo libero riempie la casa di meravigliosi ricami all’uncinetto; di Maja Iger, segregata e picchiata dal marito che l’ha sposata solo per i suoi soldi, che riesce per amore dei figli a sfuggire alla follia in cui lui cerca di farla precipitare; di Mizzi Schadn, la giovane cameriera la cui bellezza fa girare la testa alla ricca baronessa, che preferisce la fame alla rinuncia alla propria dignità; della sua collega Emilie, che si getta nel Danubio perché le hanno detto che alle suicide mancate garantiscono un tetto e un pasto al posto di polizia; della signora Andrea, nobildonna decaduta che per mantenere la famiglia in rovina si ingegna a suonare il piano in equivoci caffè, ma non cede agli approcci del libidinoso proprietario. I racconti vennero poi rielaborati per farne un romanzo, ma i cambiamenti nella situazione politica austriaca bloccarono l’iniziativa. Pochi anni prima di morire la Canetti, vittima di una inguaribile depressione, diede alle fiamme la maggior parte dei suoi manoscritti. La strada gialla però fu tra le poche cose a salvarsi, e arriva oggi finalmente sugli scaffali per risuscitare davanti ai nostri occhi uno spaccato realissimo e struggente di un mondo che non è più. Un altro episodio della battaglia dell’arte per sottrarre il creato alla signoria della morte. Ma non solo. Come suggerisce nell’affettuosa introduzione il marito: «credo che La strada gialla non abbia solo valore di testimonianza. Tratta – di nascosto – dell’intangibilità dell’uomo anche quando più è minacciata».
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