DELUSIONE MORATTI. A CHI INTERESSA IL MIO VOTO?
La Moratti lancia il suo appello da Pechino: «Il cambiamento fa paura ma intervenire sulle criticità è necessario». Da lì i problemi di casa nostra probabilmente sembrano poca cosa. Come sono rozzi i quotidiani italici di questi giorni che si occupano di immissioni in ruolo, di graduatorie, di precari. Come quattro anni fa, come dieci anni fa, come trent’anni fa. Come sempre. Bello inneggiare, dalla Cina, al cambiamento, alla modernità, all’innovazione. Ma all’unico, vero cambiamento che la scuola italiana esige, implora, urla, nemmeno la Moratti ha avuto il coraggio, o la forza, di metter mano.
Parliamo del reclutamento degli insegnanti, piaga atavica del nostro sistema: gli insegnanti, costretti a invecchiare in interminabili liste di collocamento; le scuole, che non possono nemmeno sognarsi di programmare un lavoro serio con un organico stabile; naturalmente gli studenti, che – da sempre – si vedono davanti una teoria di insegnanti la cui passione educativa è piallata dall’egualitarismo. Questa rubrica promette di votare per chiunque metterà come primo punto del suo programma il concorso per l’assunzione degli insegnanti bandito dalle scuole autonome. Il resto è fumo negli occhi.
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