Demes de fa’! Tucc! (Diamoci da fare! Tutti!)

Di don Nino Origgi
09 Marzo 2006
LETTERA PRE-ELETTORALE DI UN PARROCO AI SUOI FEDELI. per un 9 aprile sano e consapevole, salvando il giovane credente dallo stress mediatico e dagli adulti cattolici

Carissimo dott. Luigi Amicone, le faccio pervenire il testo della circolare che domenica 5 marzo, prima di Quaresima, ho fatto avere ai miei parrocchiani che frequentano la Santa Messa festiva.
Se lo ritiene utile, le sarei grato se la pubblicasse su Tempi che leggo sempre con grande profitto e da cui spesso prendo articoli e commenti che poi trasmetto ai miei parrocchiani.
Grazie per il vostro prezioso lavoro.
Demes de fà!!! Tucc!!!

don Nino Origgi
parrocchia SS. Evasio e Stefano Bizzozero (Varese)

I cristiani, il voto, il magistero della Chiesa
Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che viene da Dio (Lc 4, 4)
La tua parola è verità (Gv 17, 17)
Se rimanete ben radicati nella mia parola, siete veramente miei discepoli. Così conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Gv 8, 32)

Nell’affrontare la responsabilità della scelta, cioè da chi vogliamo sia governata la nostra nazione, non ci possiamo fermare ad esaminare solo i pur gravi problemi economici che stiamo vivendo. Occorre avere anche uno sguardo più ampio, perché il bene comune di una nazione, il suo sviluppo, la sua crescita, non si esaurisce risolvendo solo i problemi economici.
Molti altri problemi, altrettanto essenziali, si impongono alla nostra coscienza e alla nostra sensibilità di cristiani credenti.
 Il rispetto della vita umana, dal primo istante del suo concepimento fino alla morte naturale.
 La libertà di educazione, che non è prerogativa dello Stato, ma diritto dei genitori e della famiglia.
 La struttura familiare, che non può essere manipolata dal variare delle culture, delle abitudini, dei costumi, delle ideologie, ma va fondata sulla realtà, così com’è. E non come si vorrebbe manipolare, per seguire e giustificare scelte dettate dal proprio capriccio e dal proprio desiderio, contrabbandati come esigenze naturali.
 Il principio di sussidiarietà, per cui lo Stato riconosce spazio e libertà di iniziativa a soggetti che ne hanno la capacità.
 La libertà religiosa, fondamento di tutte le altre libertà, che non può essere benevolmente concessa o circoscritta alla coscienza individuale, ma esige, per sua natura, di potersi manifestare come ogni altra capacità della persona, dando vita ad esperienze anche sul piano sociale.

Ricordiamo, noi credenti, la Parola di Dio così com’è espressa dalla canzone ispirata dal Salmo 126:
«Se il Signore non costruisce la città
invano noi mettiamo pietra su pietra.
Se la nostra strada non fosse la sua strada
invano camminiamo, camminiamo insieme.
Cosa serve a noi piangere di dolore
ridere di gioia, giocare con un fiore;
dare il nostro pane a chi muore sulla strada
se non speriamo solo nel Suo amore?».

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