Depapizzazione cubana
Secondo il Rapporto «Incurante della libertà religiosa, il Partito comunista ha emanato un documento che esorta i suoi membri e sostenitori a lavorare contro l’influenza che la Chiesa cattolica ha sulla popolazione, parlando esplicitamente – come riferisce il Katholiek Nieuwsblad del 19 aprile – di “depapizzazione”».
«Avvenire del 28 giugno informa dell’approvazione in Parlamento di tre emendamenti alla Costituzione che renderanno “irrevocabile” il comunismo sull’isola».
Il rapporto si sofferma sulle torture come quella di «Gonzàles Leiva, un avvocato non vedente fondatore della “Fraternitad de Ciegas Indipendientes” e presidente della “Fundacìon de Derechos Humanos de Cuba”. L’agenzia Sir del 17 luglio informa che Leiva è stato incarcerato nella prigione di Pedernales e torturato sia fisicamente che psicologicamente, dopo essere stato arrestato il 4 marzo con altri attivisti e un giornalista indipendente (…). Leiva e gli altri cristiani avevano improvvisato anche una protesta gridando “Viva Cristo Re! Viva Cuba libera! Viva i diritti umani!”».
Colombia: la santa pazzia dei vescovi
Prosegue l’offensiva armata delle Farc (nella foto a sinistra) contro obiettivi religiosi, civili e militari del Paese. E continuano anche i brutali assassinii di sacerdoti come quello di Isaìas Duarte Cancino, arcivescovo di Cali che, il 16 marzo, è stato ucciso «dopo aver celebrato alcuni matrimoni». Durante i funerali di monsignor Duarte, monsignor Alberto Giraldo Jaramillo, presidente della Conferenza episcopale colombiana, ha dichiarato che «i vescovi non desiderano essere sottoposti a particolari misure di protezione dopo il suo assassinio».
Nigeria: 200 morti per una miss
Immagini degli scontri fra musulmani e cristiani durante l’elezione di Miss Mondo a Abuja. Il quotidiano “This Day” il 16 novembre ha sostenuto che il profeta Maometto avrebbe desiderato una delle miss. Gli scontri hanno provocato più di duecento morti, un migliaio di feriti e circa trentamila sfollati.
Cina: più cristiani che comunisti
Sebbene continuino le incarcerazioni di cristiani, sul Boston Globe del 2 marzo, Indira A.R. Lakhshmanan sostiene che il numero dei cristiani clandestini sia il doppio rispetto a quello dei membri della Chiesa ufficiale ed è in costante rapida crescita: «Se le stime sono esatte, è facile capire perché lo Stato si senta minacciato: la popolazione cristiana della Cina è già più ampia del numero di iscritti al Partito comunista che è intorno ai 50 milioni».
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