Determinati al confronto

Di Bottarelli Mauro
02 Settembre 2004
Savino Pezzotta, leader della Cisl, sull’autunno caldo e l’unità sindacale: «Non pago gli errori della Cgil»

Un autunno che si preannuncia caldo, una serie di contratti nazionali da rinnovare, il costo della vita che comprime i consumi e quindi blocca sul nascere la ripresa, un’intesa sindacale che stenta a ritrovare vigore e coesione. Di questo e di altro abbiamo parlato con Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, che Tempi ha incontrato a margine del suo intervento al Meeting di Rimini, un momento di incontro ma anche un’occasione per chiarire le posizioni di un sindacato che cerca di conciliare la difesa dei diritti dei lavoratori con una posizione il più possibile aperta e scevra da condizionamenti ideologici.

Pezzotta, ci attende veramente un autunno caldo all’insegna degli scioperi selvaggi che hanno caratterizzato lo scorso autunno?
Prima di rispondere vorrei premettere che la posizione del sindacato che rappresento va interpretata in modo lineare, ovvero all’insegna della più ampia autonomia da qualsiasi schieramento politico. Detto questo non si può negare che alla ripresa dell’attività politica bisognerà affrontare questioni delicate, non ultima quella di un depauperamento dei redditi che oltre a rappresentare un’incognita per il futuro ha costretto molti lavoratori a rinunciare alle ferie. Ci troviamo di fronte a un malessere sociale diffuso cui bisogna dare una risposta seria. Inoltre variabili come l’aumento del costo della benzina, riflesso dell’impennata del greggio, non potranno che acuire il disagio di ampi strati di popolazione. Per quanto riguarda il capitolo degli scioperi selvaggi io vorrei dire che, pur non giustificandoli, non si può non ammettere che quando si attende da un anno una risposta la pazienza finisce e si passa a forme di rivendicazione più incisive. Inoltre colgo l’occasione per dire oggi a chi un domani ci taccerà di non rappresentatività verso i lavoratori “ribelli” che io questo problema l’ho posto con largo anticipo rispetto agli appuntamenti dell’autunno e che forse il problema è rappresentato da chi non ha rifornito risposte.

Quali sono gli appuntamenti più delicati dell’autunno?
Sicuramente il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, del trasporto pubblico e dei metalmeccanici oltre a una seria discussione su come il governo intende governare prezzi e tariffe, una priorità assoluta visto che il tasso d’inflazione si attesta sui livelli più alti d’Europa. Poi esiste l’enorme problema dei pensionati, oltre che delle pensioni. Se infatti il tema della riforma previdenziale resta sempre sotto la luce dei riflettori, la vicenda umana e sociale di chi è già in pensione e non ce la fa a tirare avanti è troppe volte accantonata nel dimenticatoio: la media delle pensioni italiane non è affatto alta, mentre crescono inesorabilmente la perdita di potere d’acquisto e il prezzo degli affitti. A queste domande urgono risposte generali serie che io identifico con una rimodulazione del sistema contrattuale, una ridistribuzione delle risorse e un controllo serio dell’inflazione.

Ammetterà però che la posizione di equilibrio perseguita dal suo sindacato non è la stessa, ad esempio, di quella messa in campo spesso e volentieri dalla Cgil di Guglielmo Epifani…
Su questo punto vorrei essere molto chiaro, visto che vorrei si smettesse di parlare genericamente di sindacati: io sono pronto a prendermi le responsabilità per i miei errori ma vorrei che lo stesso fosse fatto anche dagli altri. Non intendo pagare i prezzi delle scelte altrui, visto che quando si va a un confronto e qualcuno si alza dal tavolo e se ne va costui non rompe solo con la controparte ma anche con me mettendomi i condizione di non poter difendere i diritti di chi rappresento. Non faccio mistero che ritengo importantissimo giungere alla definizione di una piattaforma unitaria delle tre forze sindacali per i rinnovi contrattuali che ci attendono ma questa unità non può che essere all’insegna della chiarezza, altrimenti siamo pronti ad andare da soli con una nostra piattaforma.

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