Di Rc nell’urna, di Cl su Tempi, neocon in cucina. E’ il marxismo, cari miei.

Sono anni che non perdo l’appuntamento della festa di Liberazione (Rifondazione) a Milano. Il comizio finale di Bertinotti, la cena allo stand del ristorante sardo e l’inevitabile passeggiata tra la bancarelle “comuniste”. Tutto uguale. Le magliette del Che da una parte e le bandiere della pace dall’altra. Belle ragazze che però si vestono male perché qualcuno deve aver messo in testa loro che per essere comunisti bisogna essere un po’ trasandati, sciatti. Ah, i cattivi maestri!
Siamo tutti fratelli, sembrano ripetere, ci riconosciamo, siamo tutti qui, qualcosa ci lega per forza. Poi, giri, cerchi ma non trovi il progetto, il filo conduttore della festa, l’esperienza culturale. Una piccola fiera paesana d’esposizione sinistra. Finisce il comizio tra gli applausi, il comandante Fausto mi abbraccia con calore ed affetto, lui sa che scrivo per Tempi e che Luigi Amicone è un fraterno amico e non solo il direttore. Figuriamoci se questo può scandalizzarlo. Diversa la reazione dei compagni che incontro nei viali. «Eccolo, l’amico dei ciellini. Cosa fai adesso, t’iscrivi a Forza Italia?». Per carità tutto è detto ironicamente e senza astio ma intanto le punzecchiature arrivano. «Ma Amicone è un destro!». Lo giuro, mi diverto, gioco al rialzo e comunico che quest’anno vado al Meeting di Cl per un’intera settimana. Traballano sconcertati: «Ci stai prendendo in giro!». Suvvia, poi sono affascinato dall’entrismo trotzkista e non ho mai abbandonato l’analisi delle contraddizioni del reale! è marxismo, cari miei!
Certo, qui il vecchio canuto di Treviri non compare nelle iconografie, tutti parlano di Zapatero e suonano bonghi africani. Dal palco lo ha ricordato il Comandante: «Lunga vita al compagno Marx». Ma loro si sono distratti, pensavano già al concerto dei “Punkreas”. Rifaccio il percorso a ritroso, lo stand dei libri raccoglie firme per proporre prezzi popolari agli stand gastronomici, il banchetto dell’Ernesto (l’area degli ex cossuttiani guidata da Grassi) contesta le primarie. I militanti affermano che quest’anno il “kebab” è molto meno buono del solito. Rifuggo da questi giudizi. Io sono un integralista conservatore. Mi fido solo della cucina italiana!

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.