Di rete in rete il terrore si muove sul web
Scrive giustamente don Gianni Baget Bozzo su queste pagine (p. 8) che Osama Bin Laden è riuscito nell’impresa di forgiare l’umma, la comunità islamica globale agognata dalla teologia musulmana ma mai storicamente esistita se non nei primissimi tempi dell’islam. Aggiunge Stefano Zecchi (Il Giornale, 26 febbraio) che a permettere agli islamisti di sfondare in tutto il mondo di tradizione musulmana è stato internet, perché esso permette di «mettere immediatamente in comunicazione le emozioni collettive. In tempi rapidissimi si diffonde la rabbia, si organizza la protesta, si lanciano parole d’ordine che subito portano nelle piazze milioni di persone».
In realtà il ruolo di internet nel successo dell’islamismo contemporaneo è più importante di così. Internet ha permesso per la prima volta nella storia l’accesso diretto ai testi coranici e ai commenti degli islamici radicali o dei loro teologi preferiti a milioni di musulmani semi-letterati. Cioè musulmani alfabetizzati e informatizzati ma digiuni di esegesi islamica, che hanno fatto volentieri propria l’interpretazione apparentemente letterale del Corano che gli estremisti hanno loro proposto.
All’islam plurale e storicamente stratificato che è esistito fino agli anni Sessanta del XX secolo è succeduto un islam globale caratterizzato dalla purezza che è tipica dell’astrazione ideologica e dall’omogeneità: mentre un tempo i musulmani dei vari continenti erano molto diversi fra loro per ragioni storiche, internet ha abolito le differenze territoriali e prodotto l’homo islamicus.
Come ha scritto lo scrittore tunisino Abdelwahab Meddeb: «Nella tradizione, l’accesso alla lettera del testo era ben protetto: bisognava soddisfare condizioni particolari per farlo parlare (.) Ciò nonostante, l’accesso selvaggio al testo non è stato impedito (.). È successo molte volte che la storia abbia dovuto registrare i disastri provocati da tale accesso; soltanto, per effetto della crescita demografica. il numero di coloro che si sentono autorizzati ad accedere ai testi è di molto aumentato; e con il numero aumenta la ferocia».
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