Di ritorno dall’Olimpo mi imbatto nei baci sanremesi
Hanno rimesso i cartelloni per le pubblicità elettorali. Ogni volta che vedo comparire quelle tristi lamiere mi viene l’angoscia e anche il mio statino per i timbri elettorali s’immalinconisce. Significa che si torna a votare. Di nuovo.
Ormai le elezioni politiche, amministrative, comunali, regionali, europee, referendarie sono come il campionato di calcio. Tornano immancabilmente ogni anno con il loro copione di frasi fatte, di polemiche risapute, di banalità assortite. Ora capisco perché Berlusconi ha chiamato il suo partito Forza Italia, perché pensa che di solo calcio viva questa nazione. Il che è vero, ma non del tutto. Quanto accaduto durante l’Olimpiade di Torino ha dimostrato che possiamo appassionarci anche a qualcosa di diverso, possiamo incollarci alla televisione anche per sport improbabili come il curling. Certo, succede ogni quattro anni, ma come per la politica, poi, ogni volta, si fa sempre più fatica a tornare alla routine.
Prima o poi salterà qualcosa. In questi venti giorni olimpici mi era sembrato di vivere in un altro posto. Poi ho visto Totti che baciava Ilary a Sanremo e Prodi che baciava Kohl a Roma e ho capito che ero stato solo in ferie.
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