DIARIO DAL GULAG
Nina Lugovskaia è nata a Mosca nel 1918. È cresciuta negli anni peggiori del terrore staliniano. Un’epoca in cui ben pochi scrivono diari, e sempre attenti a documentare agli occhi di un possibile inquisitore la propria fedeltà al regime. Il diario di Nina, scritto senza nessuna preoccupazione di ortodossia, è un documento per molti versi eccezionale. Dal 1929, il padre viene arrestato tre volte. Nel 1937 anche moglie e figlie vengono spedite nella Kolyma. Durante la perquisizione gli agenti trovano il diario, sottolineano diligentemente le affermazioni giudicate “controrivoluzionarie”, le considerano prove delle attività antisovietiche della ragazza e allegano i quaderni al dossier del padre. Qui Irina Osipova, nel corso delle sue ricerche sui GuLag, li ha ritrovati e dati alle stampe.
Raccontano sogni e fatiche di una adolescente sensibile; e insieme documentano il dramma che vive il paese: «Strane cose accadono in Russia. Fame, cannibalismo… La gente che arriva dalla provincia racconta molti fatti. Narrano che non fanno in tempo a raccogliere i cadaveri nelle strade, che le città di provincia sono piene di affamati, di contadini laceri. Ovunque orribili ruberie e banditismo».
(Nina Lugovskaia, “Il diario di Nina”, ed. Frassinelli, pp. 483, euro 16)
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