Dieguito, riprenditi. Il coccodrillo fa schifo
Io il coccodrillo di Diego Armando Maradona non lo voglio scrivere. Anche i giornalisti hanno un’anima, compagni e amici, anche a chi vende la penna al miglior offerente, anche a chi campa scrivendo banalità assortite e spacciandole come verità assolute ogni tanto batte il cuore. Anche quelli come me che sono cinici (e anche cimici talvolta) e bari, sulla soglia di un certo limite hanno dei momenti di panico, si sentono avviluppati dalla vertigine.
Umanità? Chissà. Forse sì, perché Diego Armando Maradona per me è il calciatore più umano che ci sia, anzi forse è troppo umano. È la sintesi del calcio nella sua pienezza di gioco e meraviglia, di spasso e di esagerazione. È la sintesi dell’essere umano, generoso e amicale, fatto di slanci e tenerezze anche con chi ha incontrato per caso, anche con l’ultimo arrivato, e di profondissima voglia di autodistruzione, un po’ come tutti noi. Io il coccodrillo di Dieguito non lo voglio scrivere, perché è ancora troppo presto, perché ancora non sono pronto e poi perché dovrei raccontare questo, che Maradona è un uomo.
Ma ai giornali non gliene frega niente di questo. Loro vogliono non quello che è, ma quello che appare. Per cui Diego, fa’ il bravo, tirati fuori da questo casino che a me, poi, i coccodrilli, come tutti i rettili, fanno schifo.
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