Diesse porterà bell’aria a scuola?

Di Castagneto Pierluigi
21 Marzo 2002
Per il sindacal-corporativismo delle confederazioni Cgil-Cisl e Uil, ma ultimamente anche di Snals e Gilda

Per il sindacal-corporativismo delle confederazioni Cgil-Cisl e Uil, ma ultimamente anche di Snals e Gilda, può essere l’inizio della fine. I docenti rialzano la testa e vogliono essere i protagonisti della scuola. Stop alla “bidellizzazione” del lavoro, dato che sono loro che tutti i giorni hanno davanti la sfida di spalancare gli occhi dei loro alunni sulla realtà. Sono loro che devono trasmettere l’amore per il sapere e non essere dei meri esecutori di ordini firmati da gente che con l’insegnamento non ha nulla a che fare. Inizia a Bellaria (Rimini) dove Diesse, l’associazione di oltre diecimila insegnanti della Compagnia delle Opere ha celebrato sabato e domenica scorsi il XV congresso nazionale, la riscossa di chi per oltre trent’anni è stato ridotto a mero esecutore di circolari ministeriali. Una battaglia decennale che solo oggi comincia ad avere i primi riconoscimenti e che trova forti consensi in tanti gruppi di docenti: Diesse, Apef, Cnadsi, L’altra scuola, Snadir Milano, Unams scuola Milano, Disal, Adi, Aespi. Schierato su queste tesi il vertice di chi ha pensato la riforma della scuola. Innanzitutto il ministro dell’istruzione Letizia Moratti che ha accolto in pieno la tesi della priorità della docenza e ha dichiarato ai convegnisti che nella prossima tornata contrattuale è previsto un tavolo in cui saranno ascoltate le organizzazioni dei professori. Un lungo applauso liberatorio da parte degli oltre 1200 insegnanti presenti al Centro congressi europeo ha accolto le dichiarazioni del loro datore di lavoro. Tesi sostenute anche da Giuseppe Bertagna presidente della commissione che ha elaborato il documento di base sui cui è stato costruito il progetto di legge di riforma, ma anche il sottosegretario Valentina Aprea e Mario Mauro, europarlamentare e responsabile scuola di Forza Italia, hanno espresso giudizi d’assenso.

Le relazioni dello staff

del settore scuola della CdO e dell’associazione Diesse, tra cui quelle di Giuseppe Meroni, Franco Nembrini, Elena Ugolini, Gianni Mereghetti e Carlo Di Michele erano incentrate ovviamente sulla problematica relativa alla docenza. “Insegnanti professionisti? Una realtà possibile”, titolo del convegno, ripropone una questione che Sandro Gigliotti braccio destro di Ferdinando Adornato alla Commissione Cultura della Camera e presidente di Apef, mise in agenda quando negli anni Ottanta fondò la Gilda. Questi docenti che hanno testimoniato anche tante nuove forme di fare scuola, proprio a partire dalla voglia di stare insieme e di associarsi, ha detto il presidente di Diesse Meroni «vogliono essere più che “liberi professionisti dei professionisti liberi”. Liberi di dare un senso a quello che si insegna, che equivale a comunicare una cultura, cioè un orizzonte di senso in cui si collocano i saperi». Uno scontro radicale dunque si prevede nei prossimi mesi dove il sindacalismo imperante cercherà di non perdere le posizioni acquisite in passato. Se Cisl scuola e Snals subi-ranno degli scossoni, la Cgil scuola è già sulle barricate e l’altro ieri ha diffuso un comunicato in cui tacciano come eretiche le tesi scaturite a Bellaria.

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