Dimmi cosa compri e ti dirò chi voti

Di Bottarelli Mauro
26 Ottobre 2006

Per capire appieno il modus operandi degli spin doctor è necessario addentrarsi nel loro mondo ma soprattutto conoscere i rudimenti del loro linguaggio e del modo di comunicare. Un esempio molto semplice ed esaustivo è offerto dai focus-group elettorali creati negli anni Novanta dagli spin doctor della politica britannica, veri e propri maghi nel trasformare la gente comune in target elettorale. Lungi dal seguire pedissequamente l’esempio matematico e razionalistico di approccio elettorale della politica statunitense dei vari Karl Rove e soci, fedeli seguaci del Voter Vault – un programma capace di mixare insieme tra loro informazioni sociali e politiche di ogni genere al fine di dividere in rigide categorie socio-economiche l’elettore e costruire campagne elettorali “bespoke”, su misura – i “dottori del raggiro” d’Oltremanica applicano piuttosto metodi sociologici, basati su categorie più ampie e meno radiografate attraverso screening completi (scontrini del supermarket attraverso le fidelity card, abbonamenti a riviste e quotidiani fino ai programmi televisivi preferiti). Sette, sostanzialmente, le categorie elettorali definite dagli spin docs: 1) il “Mondeo Man”, ovvero il termine coniato da Tony Blair guardando un uomo che lucidava la sua Ford nuova di zecca, la generazione maschile dei 30enni dal reddito medio e proprietaria della casa in cui vive su cui il Labour ha puntato nel 1997 per uno swingin’ vote sull’elettorato Tories; 2) la “Worcester Woman”, ovvero la donna di provincia con alta attitudine consumistica e bassissimo interesse per la politica, bersaglio ideale per i cacciatori di swinging voters perché facilmente propensa a cambiare opinione; 3) la “Peppledash people”, categoria che prende il nome delle facciate delle loro eleganti case unifamiliari nelle periferie residenziali, ovvero le coppie sposate tra i 35 e i 50 anni, colletti bianchi o professionisti; 4) la “Bacardi Breezer generation”, categoria coniata dall’ex ministro Stephen Byers per descrivere i neo-elettori tra i 18 e i 25 anni, svogliati e per nulla attratti dalla politica, attiva o passiva che sia. Ci sono poi i targeted groups dei Tories, come l’Ikea Man (5), middle-class disilluso dal Labour e socialmente riconducibile al modello wannabe: ovvero, vorrei una casa molto cool ma siccome non posso mi accontento del trendy a buon mercato della grande catena svedese. “Ben and Chloe” (6), archetipo dell’élite professionale urbana sui trent’anni, e “Lee and Noreen” (7), ovvero le tipiche famiglie che vivono nelle ex città minerarie o portuali, comunque aree socialmente depresse.

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