Intervista allo storico Dino Cofrancesco: «Insensato accusare il despota russo di fascismo. Si esce dalla guerra con la ragion di Stato, non con i paroloni»
Putin marchiato come nazista durante una protesta contro la guerra in Ucraina a Riga, Lettonia (foto Ansa)
È totalmente, dichiaratamente e programmaticamente antiretorico Dino Cofrancesco nell’approccio alla guerra in Ucraina, alle sue cause e ai suoi comunque tragici sviluppi. E non è una “posa intellettuale” quella mantenuta dal professore emerito dell’Università di Genova, tra i massimi studiosi italiani di storia delle dottrine politiche e filosofia, autore di numerose fortunate pubblicazioni, tra cui alcune fondamentali sul fascismo. Non è un vezzo da intellò perché al contrario, come spiega lui stesso in questa intervista a Tempi, abbandonarsi alla retorica può avere conseguenze gravi sulla capacità di comprensione della realtà, soprattutto rischia di portare il conflitto a incancrenirsi invece che a risolversi.
Professore, lei recentemente si è dichiarato «antiputiniano convinto», confessando tuttavia di avvertire «un fastidio sempre più profondo per le aggressioni verbali piovute su quanti – Donatella Di Cesare, Franco Cardini, Luciano Canfora, Piero Sansonetti eccetera – vorrebbero...