DIO HA BISOGNO DEGLI UOMINI E GLI UOMINI DELL’ORA DI RELIGIONE A SCUOLA
Nonostante il carissimo don Renato consideri l’affare fatto, non risulta che Giuliano Ferrara si sia battezzato nelle acque del Giordano di Rimini. Inutile fare il tifo per lui, la realtà gli è già di buona compagnia. In fondo la domanda del laico Ferrara ai laici della sua schiatta è: ma non vi sembra un po’ fragile e ridicola una laicità che si esercita in libertà su tutto, tranne che sulle esperienze umane elementari? Prendete la questione religiosa e il sistema pubblico di istruzione. Come sapete, oggetto dell’ora di religione a scuola è (o dovrebbe essere) l’esplorazione e lo studio di ciò che lega l’uomo al significato ultimo della sua avventura su questa terra. Bene, han reso obbligatorio lo studio delle tavole di Di Pietro, l’educazione stradale e quella animale, ma hanno completamente svuotata, reso materia facoltativa, dunque di fatto extrascolastica, l’ora di religione (e altamente frustrante la condizione professionale di chi la insegna). Peccato, perché anche la storica leader femminista Luisa Muraro (nel suo Dio delle donne) osserva molto acutamente che «l’aver bisogno è premessa di tutta la faccenda, non bisogno di questo o di quello, ma di tutto». «No, se ciò fosse vero la premessa di tutta la faccenda sarebbe materia obbligatoria a scuola», direbbe lo studente che non può più credere alla prof di religione quando gli dice che il senso religioso è la vis appetitiva sintetica della ragione umana (perché senza matematica si può vivere bene, si capisce, senza senso no). Dunque? Fate sapere alla Muraro che anche il Dio delle donne dovrebbe condividere una battaglia per il ripristino della parità e delle pari opportunità tra tutte le materie. Comprese le più importanti, appunto, ginnastica e religione.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!