Do you remember Passerin?

Di Tringali Massimo
12 Dicembre 2002
Quest’anno ricorre il centenario di uno fra i maggiori filosofi liberali, Alessandro Passerin d’Entrèves

Quest’anno ricorre il centenario di uno fra i maggiori filosofi liberali, Alessandro Passerin d’Entrèves. Mentre il mondo intellettuale torinese ha trascurato tale ricorrenza limitandosi ad una mesta commemorazione presso l’aula magna di Scienze politiche, tra l’altro dimenticandosi di invitare il prof. Bobbio, la giovane università valdostana ha organizzato un convegno al quale hanno preso parte, tra gli altri, studiosi provenienti da oltre oceano, come il texano Cary Nederman e Gottfried Dietze. Ciò sta a testimoniare la fecondità dell’insegnamento del filosofo dalle origini valdostane. D’Entrèves appartiene a quella folta schiera di studiosi che non hanno avuto molta fortuna in Italia. Né poteva essere altrimenti. D’Entrèves, infatti, in anni in cui predominava il culto della legalità e lo statalismo, nel suo libro più importante, Natural Law, ha difeso e riproposto la tradizione del diritto naturale, secondo la quale la validità delle leggi non dipende solo dalla loro conformità alla legislazione statale, ma anche e soprattutto dal fatto di essere moralmente giuste. Così una democrazia in cui i valori sono semplici opinioni personali o di gruppi è destinata a fallire. Solo nel riconoscimento dell’esistenza di una Legge superiore, una legge di Giustizia (Giovanni Paolo II direbbe un’invocazione a Dio) che non è “creata” dalla ragione umana o dalla volontà degli uomini, ma che la ragione è capace di riconoscere (e in ciò risiede la dignità dell’uomo, come insegnava S. Tommaso) è possibile costruire una società liberale e democratica. Il diritto naturale ha dei risvolti nell’economia, premiando il libero mercato sul dirigismo statalista; nella vita politica, fornendo la base dei valori su cui è possibile trovare un consenso non astratto e fittizio; nel campo giuridico, pervenendo alla determinazione dell’essenza stessa del diritto. Ad Aosta è possibile approfondire la vita e l’opera dell’insigne studioso visitando la mostra documentaria, Cartoline di un frontalier, allestita presso il Castello Generale Cantore, in Via della Scuola Militare Alpina, aperta fino al 31 gennaio.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.