Domanda e domande
Ritornano i Colloqui fiorentini – Nihil alienum. L’edizione dell’anno scorso aveva lasciato a bocca aperta perfino lo stupito inviato di Repubblica (che aveva titolato il servizio “La sorpresa”). Quest’anno tocca a Pirandello. Identica la formula: uomini di scuola e di cultura si paragonano con le domande del grande siciliano, mostrando come i suoi interrogativi siano quelli di ognuno. Accanto a questi interventi la presentazione dei lavori dei ragazzi che da un anno, sotto la guida dei loro insegnanti, lavorano sul tema dei Colloqui (il programma completo sul sito www.diessefirenze.org). Ma a fare la grandezza dell’evento non è la formula: sono le ragioni di chi l’organizza. Come spiega il segretario, Pietro Baroni.
«Per che cosa vale la pena proporre qualcosa di nuovo nel vecchio mondo della scuola? Per che cosa vale la pena, in ultima analisi, portare una speranza, la speranza che quello che facciamo tutti i giorni, ciascuno nel proprio ambito, abbia un significato che corrisponda all’attesa del nostro agire? Seicentocinquanta studenti e cento insegnanti sono una domanda, prima che il compiacimento per un’iniziativa giunta a buon esito. Sono una domanda alla mia vita: ma io che cosa ho da dire a tutta questa gente, che per tre giorni ha messo a disposizione il suo tempo, le sue attese; tutto ciò che di incompiuto e ancora oscuro c’è nel loro cuore e che grida e ribolle in loro, inconsapevole o taciuto? Io che cosa porto a questa gente attraverso la proposta di tre giorni come questi?
Di fronte ad un evento così grande e di fronte a una domanda così grande, troppo grande, che mi schiaccerebbe, ne emerge un’altra, l’ultima e per me la stessa da sempre: “Chi sei Tu, che mi porti qui, oggi di fronte a tutta questa gente? Che mi porti tutta questa gente! Chi sei Tu, ché per Te oggi sono qui di fronte a tutta questa gente?”. È nel poter ripetere ogni istante questa domanda che si rende possibile nella mia vita portare la speranza per me e per le persone che incontro, in qualunque forma le incontri. Qui sta l’energia sempre nuova di ogni nostro inizio».
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