Donne e gioielli
«Je suis mon bijou», ogni donna è i gioielli che indossa. Questa è la tesi di Richard Klein, autore del libro Jewelry Talks (I gioielli parlano). Dopo aver scritto Cigarettes Are Divine (Le sigarette sono divine) e Eating Fat (mangiare grasso), questo professore americano descrive i monili preziosi come veri e propri mezzi d’espressione della personalità femminile. A questo scopo sceglie alcune personalità-simbolo di epoche diverse. Per Liz Taylor, ad esempio, i gioielli preferiti sono sempre stati vistosi, meglio ancora se volgari. Secondo Wallis Simpson, la Duchessa di Windsor, i gioielli dovevano essere piccoli e raffinati, dettagli quasi invisibili. Coco Chanel, la stilista che ha rivoluzionato la moda femminile, amava ricoprirsi di magnifici gioielli veri riuscendo a farli apparire falsi, all’opposto della Taylor. Lady Diana, sfoggiando un magnifico anello regalato da Dodi Al Fayed, si giustificava dicendo che era un “anello d’amicizia”. L’austera Katharine Hepburn, al contrario, si tratteneva la mantella con una spilla da balia concedendosi come unico vezzo un paio d’orecchini, il modo migliore per far risaltare la propria bellezza interiore.
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