Dopiamoci

Di Gatti Marco
02 Febbraio 2000
Enogastronomia politica

Preparatevi a trovare prodotti Dop, ovunque! Non è uno scherzo. È la verità. Almeno a detta dei nostri governanti illuminati. Lo so, qualcuno di voi starà pensando con malignità che una simile promessa ha tutta l’aria di essere la solita promessa di pulcinella. Eppure… questo è quanto ci viene prospettato per il nostro futuro. Prodotti Dop, – ovvero, prodotti come il Bitto, il Castelmagno, il Culatello di Zibello, per intendersi – serviti “normalmente” in scuole, ospedali, insomma, ovunque. Una pacchia. In attesa di vedere realizzata questa rivoluzione, l’unica speranza è che i risultati pratici di queste mirabolanti pensate, non siano così sciagurati come quelli avuti in altri settori, scuola e sanità per esempio. E soprattutto non vengano affidati “alle cure” di Carlin Petrini e compagni, che dopo il loro ultimo exploit al congresso diessino, non sembrano le persone più indicate per portare avanti progetti per il futuro… Leggo sulla Stampa di sabato 14 gennaio, titolo a pag. 6, “Il parroco di Neive benedice il buffet”. L’articolo racconta nel dettaglio il “pranzetto” organizzato da Petrini e compagni per sollazzare gli ospiti di Veltroni & Co. Tutto ok, sennonché sempre sulla Stampa dello stesso giorno, a pagina 31, una “breve” dà notizia del fatto che Don Cogno, ovvero il Parroco di Neive, è mancato! Dal che si evince o che Petrini e Arcigola “portano sfiga”, o che la cucina di certa sinistra è un ottimo viatico per l’inferno. Detto questo, se son “Dop” fioriranno! In attesa dei futuri sorprendenti rivolgimenti, per scongiurare ulteriori “I care” omologanti ed eccessivamente invasivi della mia e della nostra libertà, voglio nel mio “bicchiere mezzo vuoto” il Biferno Rosso Ramitello 1996, un vino “di resistenza umana”, in cui spiccano piacevoli note balsamiche insieme a intensi profumi di mora e amarena, prodotto da Di Majo Norante (0875.57208) di Campomarino, in Molise.

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