Dopo Marx, April
Taz&Bao 13
Io mi sento di nuovo un uomo, perché provo una grande passione, e la molteplicità in cui lo studio e la cultura moderna ci impigliano, e lo scetticismo con cui necessariamente siamo portati a criticare tutte le impressioni soggettive e oggettive, sono fatti apposta per renderci tutti piccoli e deboli e lamentosi e irresoluti. Ma l’amore non per l’uomo di Feuerbach, non per il metabolismo di Moleschott, non per il proletariato, bensì l’amore per l’amata, per te, fa dell’uomo veramente un uomo.
Karl Marx, 21 giugno 1856, lettera alla moglie, cit. in L. Giussani, “Il senso di Dio e l’uomo moderno”, BUR, Milano 1994
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