Dopo tanto buonismo, finalmente i cattivi
Per l’Autunno/Inverno 2000/2001 l’uomo sarà cattivo. Infatti, se è vero che la moda è uno spaccato della realtà in cui viviamo, allora, largo alla violenza, non solo per le strade e nelle metropolitane, ma anche nello stile di vestire. Le ultime sfilate di moda maschile hanno dimostrato chiaramente quanto cattivi si possa e si voglia essere. Lo ha denunciato lo stilista tedesco Dirk Bikkembergs che ha fatto sfilare ragazzi a torso nudo coperti di lividi, con facce sbattute, occhi pesti e schiene tumefatte dai colpi di pugilato nello stile del Brad Pitt di “Fight Club” e, non da meno, Versace e Massimo Rebecchi hanno presentato trench di pelle nera strizzati in vita che fanno tanto “nazi”. Saranno state le ultime azioni violente delle baby gang milanesi a ispirare questo clima del terrore? Le idee più pratiche le hanno presentate C.P. Company e Issey Miyake con capi che permettono la sopravvivenza nella implacabile giungla urbana: entrambi hanno puntato su giacche che sono anche kit di sopravvivenza, perché possono contenere cappucci, cartine, pile, monopattini leggerissimi e pieghevoli, o zaini che diventano seggiolini adatti a ogni evenienza. E, invece, molto più buoni sono stati Dolce & Gabbana che hanno presentato i pantaloni del Giubileo. Cosa sono? Sono cinque – dico cinque e non uno di più – paia di pantaloni. Sono esemplari unici e irripetibili, perché realizzati “riciclando” tessuti di paramenti sacri antichissimi, anch’essi, purtroppo, unici e irripetibili, perché distrutti dalla “bontà” irrefrenabile della coppia di stilisti. Anche Roberto Cavalli, amico degli animali che ama mettere in scena pantaloni e cappotti in cavallino, zebra e pitone – veri, o finti, non importa, perché ormai i suoi guadagni sono assicurati – ha presentato una camicia decorata con antichi disegni di abiti papali. Ma la palma per la bontà spetta a Oliviero Toscani e alla nuova campagna pubblicitaria di Benetton che potremo vedere per le strade di tutto il mondo dall’inizio della primavera di questo nuovo millennio appena iniziato. Le foto di Toscani immortalano l’immagine di alcuni condannati alla pena di morte pochi istanti prima di essere giustiziati. Più buoni di così si muore! (mcpavarini@tiscalinet.it)
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