Dossier sui fatti di Tienanmen

Di Persico Roberto
22 Marzo 2001
Zhang Liang, Tienanmen, 590 pp. Rizzoli, lire 39.000

I fotogrammi dell’omino che ferma la colonna dei carri armati fecero il giro del pianeta. Uno finì anche su un celebre manifesto de “Il Sabato”. Il suo eroismo commosse il mondo, ma non il cuore di Deng Xiaoping, che ordinò la repressione. Cosa sia accaduto in quei giorni drammatici dietro le mura della Città Proibita non si è mai saputo. Ora giunge in Occidente un corposo dossier, che racconta le tensioni, le incertezze, le lotte interne che attraversarono nei giorni di quel giugno 1989 il gruppo dirigente del PC cinese, diviso tra duri, fautori dell’intervento immediato, e moderati, persuasi che gli studenti qualche ragione l’avessero, o semplicemente timorosi delle ritorsioni internazionali. La “talpa” che ha fatto filtrare i documenti, nascosto sotto uno pseudonimo, sarebbe un esponente dell’ala riformista del Partito. Che spera così di riavviare un dibattito e di riaprire per la Cina la prospettiva di un cambiamento possibile.

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