DOVE PALESTINESI E ISRAELIANI SPEZZANO IL PANE ASSIEME

Di Calò Livné Angelica
03 Marzo 2005
«I politici fanno la pace

«I politici fanno la pace, ma chi la costruisce è il popolo» ha detto una volta Shimon Peres. Eccoci, siamo il popolo. E inizieremo dalle cose più semplici. Da un pezzo di pane. Quando Samar Sahhar ha lanciato l’idea di una “Giornata del pane per la pace” nel suo panificio a Betania ho sentito che non potevo sottrarmi a questa chiamata. Appena tornata a casa, ho iniziato a cercare di coinvolgere più gente possibile. I primi occhi che si sono accesi sono stati quelli delle madri. Di madri di figli soldati, di quelle che non dormono la notte e si chiedono cosa si possa fare per cambiare qualcosa. Poi ho cercato qualcuno di importante e per tre giorni di seguito ho visto in tv uno dei personaggi più affascinanti del mondo politico israeliano: Yuli Tamir, dei Laburisti, professoressa di filosofia all’Università di Tel Aviv, membro della Knesset. Ogni volta che apriva bocca tutti intorno tacevano di colpo e l’ascoltavano con ammirazione e rispetto. «È lei, – ho pensato – il Creatore di tutte le cose mi sta indicando lei». Le ho telefonato senza indugio. Mi ha risposto con una cordialità tale che mi sembrava di vedere il suo sorriso attraverso il telefono. Che l’idea le piaceva, che voleva conoscere Samar, che potevo invitarla al mio kibbutz. Detto fatto. Sabato sera era a cena da me con Samar, con Susie Bondy, la mia amica magnate americana, con Giovanni Quer, rappresentante della parte italiana della Fondazione Bereshit LeShalom che aveva lavorato tutta la settimana nel panificio di Samar a Betania come volontario.
Betania, Azariye, dove secondo il Nuovo Testamento Lazzaro tornò in vita, confina con Gerusalemme est, dalla porta di Damasco in direzione sud. Il panificio è stato aperto il 16 ottobre 2003 con l’aiuto di un tecnico israeliano che dopo molte titubanze e rifiuti ha accettato il rischio di recarsi in Palestina, ha portato e montato i macchinari a Betania e dopo aver installato gli impianti e preparato il primo pane, israeliani e palestinesi arabi cristiani e musulmani ed ebrei hanno condiviso lo stesso cibo sedendo alla stessa tavola.
Questa volta non ci si incontrerà per mere ragioni di lavoro, ma con lo specifico intento di condividere un momento semplice quanto quotidiano d’ogni uomo. Da tempo questo desiderio albergava nell’animo di Samar e dopo l’ultimo viaggio di testimonianze in giro per l’Emilia-Romagna, ho sentito che era il momento di aiutarla ad avverarlo. La Tamir si è offerta di esser portavoce e responsabile. Ci sposteremo da Israele a Betania con differenti punti di ritrovo nel paese. Dalla fine di febbraio inizierà una campagna informativa in Italia e nel mondo. Samar organizzerà le donne della Palestina che arriveranno in Betania per l’evento. Ci saranno diversi gruppi di lavoro, per le diverse fasi di lavorazione del pane, per poi condividerlo nello spiazzo antistante il panificio con musica e canti e forse per la prima volta in Palestina verrà rappresentato lo spettacolo del Teatro Arcobaleno “Bereshit”.
Anche l’ambasciatrice d’Italia in Israele, Anna De Bernardin, ha accolto con entusiasmo il progetto e ci ha incoraggiato con affetto. Ora stiamo cercando di coinvolgere più enti possibili che sostengono l’opera di donne, di operatrici di pace, di educazione e di convivenza fra i popoli. L’8 febbraio 2005 Ariel Sharon e Abu Mazen si sono stretti la mano a Sharm El Sheik. L’8 aprile 2005, mani palestinesi e mani israeliane creeranno insieme il primo pane comune dopo tante sofferenze.

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