Dove ti porta il dollaro

Di Abbondanti Walter
14 Giugno 2007

Il supereuro è un rischio non solo per il turismo italiano, ma anche per tutte le mete di Eurolandia. L’unica buona notizia per i turisti europei è che i viaggi negli Usa sono davvero in saldo con l’euro a quota 1,36 dollari. L’apprezzamento sul dollaro dall’entrata in vigore della moneta unica è ormai quasi il 46 per cento in più con danni enormi sull’economia. In Europa prima i turisti si muovevano dove trovavano maggiore convenienza anche a livello dei cambi, ora tutto si è uniformato verso l’alto e sono proprio i paesi un tempo a moneta debole ad aver subito i danni maggiori. Ma cosa succederà? Stando alle dichiarazioni, niente. «La moneta unica serve per contare nel futuro, per avere una voce come europei in tutto il mondo» ha detto l’ex Presidente della Commissione Ue Romano Prodi, nel recente viaggio in India. Dall’altra parte dell’Atlantico John Snow Segretario del tesoro dice che la corsa del Vecchio Continente non modifica la politica monetaria dell’amministrazione Bush che vuole un dollaro forte, meglio posizionato su mercati competitivi. In parole povere noi continueremo a pagare il debito interno americano e intanto rischieremo di trovarci sulla tavola prosciutto e parmigiano cinesi. Nel frattempo si consolino i turisti europei perché pagheranno in Usa il panino con il mitico hot dog quasi mezzo euro in meno. Cosa succederà invece a quelle aziende che hanno il loro “core business” nell’export della creatività italiana e che non esportano più nulla soprattutto sul mercato statunitense? Meglio prendere provvedimenti rapidi visto che tutto ciò ha già ridotto in bolletta almeno la metà degli europei.

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