Ds, autorete sulla flessibilità

Di Persico Roberto
13 Febbraio 2003
“Fassino critica Berlusconi. Ma le colpe sono più sue che del premier”

In questi giorni è stata presentata un’inchiesta sul mondo del lavoro, commissionata dai Ds ed effettuata in circa 500 luoghi di lavoro. La ricerca è stata effettuata su un campione di 25.000 lavoratori prevalentemente schierati col centrosinistra. I risultati emersi e sottolineati dall’on. Fassino hanno delineato due dati importanti. Primo: il 70% degli intervistati ha manifestato una profonda preoccupazione per il senso di insicurezza che il lavoro flessibile ha dato alla propria vita. Secondo: tra i motivi trainanti riguardanti le cause d’insoddisfazione dell’attività lavorativa spicca lo stress (45%). Il Segretario dei Ds commentando la ricerca ha evidenziato la dura battaglia che l’opposizione sta facendo contro il progetto della legge delega sulla riforma del mercato del lavoro promossa dal centrodestra. L’inchiesta (valida o meno che sia) è stata utilizzata per sbandierare l’insoddisfazione dei lavoratori messi a contatto con le nuove regole flessibili. Inconsapevolmente però i Ds hanno commesso un’autorete. La flessibilità analizzata nell’inchiesta, quella commentata e criticata dai lavoratori, è con tutta evidenza quella che gli stessi Ulivisti hanno promosso durante i cinque anni di governo. Berlusconi, con tutto questo, per ora non c’entra nulla: la flessibilità introdotta e praticata in Italia sino ad oggi risponde ad una legge firmata e promulgata da Treu (1997) con la benedizione di tutti i sindacati confederali (lavoro in affitto, estensione contratti a termine, etc). La voce grossa fatta da Fassino in conferenza stampa quindi lascia veramente interdetti, soprattutto perché non lascia spazio ad autocritiche su quanto è stato fatto dal centrosinistra. Presentare un atto d’accusa nei confronti della flessibilità è del tutto legittimo ma addossare le colpe a responsabilità altrui è veramente paradossale. Il secondo elemento che infastidisce è quello relativo alle rilevazioni sullo stress.
Un tempo si discuteva di alienazione, ora si cercano terminologie meno compromettenti. Ai promotori dell’inchiesta mi piacerebbe ricordare che, nonostante possa sembrare anacronistico, ancora di alienazione si tratta. Capisco perfettamente che questo termine è caduto in disuso in quasi tutta la sinistra ma prescindendone e cercando di obliarne le ragioni e i contenuti di fondo non si fa una buona operazione.

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