Due ispanici se ne vanno
E’ morto Manuel Vazquez Montalban. Non è vero che l’ha ucciso un infarto causato dall’amore per la buona tavola (mi tocco). L’hanno ucciso i giornalisti (italiani in particolare) trasformandolo in un’icona da esporre a ogni cerimonia. Lo chiamavano per chiedere la sua opinione su qualsiasi cosa, dalla stagionatura del jamon de bellota alla politica del Berlusca, dalla posizione di Ronaldo alla finale di Champions League tra Juve e Milan. Mah. Posso andare controcorrente? Ho cominciato un suo romanzo e non l’ho finito. M’annoiava. Pace all’anima sua. Tutti ce ne dobbiamo andare. Domenica l’ha fatto Hector Cuper, naturalmente in senso calcistico. Siccome guadagna e guadagnerà molto più di me, non lo piango. Non l’hanno perduto il non-gioco o i risultati, ma la mania morattiana di sfiduciare gli allenatori il giorno dopo averli assunti. A volte cambiare serve, ma ho il sospetto che spesso si cambi solo per il gusto di farlo. Mi faccio una pasta con il patè di olive alla memoria dei due.
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