Due modi di vedere il football
È Natale e tutti dovremmo essere più buoni. Io ho deciso di fare due fioretti: 1) non parlerò più male dei miei colleghi. Vi pare poco? Provate voi a frequentarli. 2) Devolverò in beneficenza lo stipendio che mi passa “Tempi” (ah, ah, ah). È Natale e il campionato anticipa al sabato, poi tutti in vacanza e occhio all’insostenibile pesantezza del panettone. Il calcio è diviso in due: ci sono due pay-tv e due decoder, due presidenti federali, due punti di vista sugli arbitri (bravi o schiappe), due squadre a Genova e una è di troppo (la Sampdoria?), due attaccanti per un posto di titolare, quasi dappertutto. Nel calcio ci sono sempre due che la pensano in modo diverso, da quando si giocava con i pantaloni alla zuava. Non cambia nulla e questa è la forza del football. È come il Natale: si torna a casa e questo è bello, anche se sotto l’albero mi tocca incontrare mio cognato che si magna tutti i ravioli e fa sempre gli stessi discorsi. È una metafora del pallone anche lui, tondo e noioso finché si vuole, ma ogni volta che lo vedo mi rendo conto che la vita è bella.
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