Due ore di lavoro per l’Irak

Di Fabio Cavallari
27 Marzo 2003
“Anzichè scioperare devolviamo il corrispettivo monetario per la popolazione irakena”

Guerra: un vocabolo terribile, presagio di sofferenze, angosce e sacrificio di esseri umani. Comunque vada, comunque finisca, la nostra impotenza in questi frangenti diviene un macigno difficilmente eludibile. Le reazioni che si manifestano al cospetto di un tale dramma sono spesso scoordinate, confuse e poco razionali. Ogni reazione però porta con sé un carico di speranza che aspetta solo di essere sospinto. In questi giorni si pensa inevitabilmente a quel popolo, già martoriato da anni di regime, e lo si pensa nella propria sofferenza umana e personale proteso verso una via di fuga. In ognuno di quegl’uomini c’è l’urgenza impellente di salvare la propria vita e quella dei propri cari. Le immagini trasmesse dai canali d’informazione forse non sono in grado di farci comprendere appieno quel dramma, ma nel contempo pongono a tutti noi una riflessione obbligata e un interrogativo stringente. Che cosa possiamo fare come singoli individui? Quali strumenti possiamo utilizzare per avvicinarci a quel popolo? La proposta che mi appresto a lanciare, minimale e sicuramente non esaustiva, tenta di dare una risposta a questi interrogativi. Nei prossimi mesi i cittadini di Baghdad, i possibili profughi e soprattutto i tanti bambini, avranno bisogno dell’amicizia e dell’aiuto concreto dell’Occidente e quindi di tutti noi. Per questo motivo lancio un appello affinché si promuova una campagna atta a costruire un appoggio concreto, reale e costruttivo nei confronti del popolo irakeno. Devolviamo il corrispettivo monetario di due ore del nostro lavoro ad un’associazione che si faccia carico di portare aiuto e sostegno ai civili, vittime del regime e del conflitto in atto. Insomma lavoriamo per dare una mano alla pace. è concettualmente importante che questo sostegno non avvenga attraverso una semplice sottoscrizione “solidarista”, ma dall’attività che, in definitiva, caratterizza l’uomo come soggetto attivo della nostra società. Faccio questa proposta “da sinistra” con la piena convinzione che abbia la forza di assumere un carattere assolutamente traversale e condiviso da tutti.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.