E dopo Biagi anche Chiambretti è diventato un martire del nazifascismo
«Succede spesso, nella storia, che chi dà il via a una rivoluzione venga poi travolto dalle stesse forze che aveva scatenato», dice Mario Segni al Corriere della Sera. Succede spesso, nella storia. Le forme ridicole con le quali è stato capovolto qualche recente avviatore di rivoluzioni, sono comunque più rare. *** «A un certo punto la Bbc decise che le vere star politiche fossero i suoi presentatori e intervistatori», scrive Janet Daley sul Daily Telegraph. Già sentita. *** «Al Corriere dovrebbero mettersi d’accordo fra la prima pagina del professor Panebianco e la trentunesima del professor Sartori», scrive Giorgio Bocca su Repubblica. Un po’ d’ordine, per favore: tutti i giornali ospitino solo opinioni omogenee. Altro che tutta quella confusione di punti di vista diversi. **** «Il salto verso una democrazia partecipativa o verso una comunicazione di massa che rispetti una gerarchia di valori informativa coincidente con le necessità reali», dice Manuel Vazsquez Montalban su Repubblica, esaltando una delle parole d’ordine del World social forum di Porto Alegre. E a indicare la “gerarchia di valori informativa” che coincida con le “necessità reali”, ci pensa lui? Montalban? È a lui che andrebbe affidato questo Minculpop mondiale? *** «Moretti ha espresso in modo emotivamente fortissimo lo stato d’animo larghissimamente prevalente non solo tra gli intellettuali ma nella nostra base», dice Pietro Folena alla Repubblica. È vero che probabilmente lo stato d’animo presente nella base Ds è fortissimamente e larghissimamente di tipo morettiano. E forse solo con uno come Folena si poteva perdere un congresso sostenendo quella linea. *** «Ora vorrei una spiegazione più mirata dal direttore Saccà. Non voglio far polemica, ma capire perché mai ha preso questa decisione», dice Piero Chiambretti al Corriere della Sera. Non starà mica diventando un martire del nazifascismo anche lui come Enzo Biagi? *** «L’uso che i sionisti hanno fatto del loro denaro e dei media ha obbligato diversi regimi a reagire con violenza e passi inumani, come ha fatto Hitler», così il Corriere della Sera riporta le parole dell’ex presidente iraniano Hashemi Rafsanjani. Questa idea di una dura reazione a chi usa “soldi e media” la sentiamo spesso di questi tempi in Italia. *** «Il cavaliere è invece un miliardario moderno, sa che non bisogna girare in canottiera per la City, non dovrebbe confrontarsi come allo stadio quando era piccolo», scrive Luigi Pintor sul Manifesto. Nel petto di ogni rivoluzionario batte il cuore di un’istitutrice svizzera. *** «Era stato eletto come semplice senatore della destra repubblicana e non guidava il suo paese. Ma per alcuni mesi ha dominato la scena, ha attraversato con potenza e violenza la vita degli altri, ha generato paura, ha creato epurazioni, prigione e morte», scrive Furio Colombo sull’Unità. Riferendosi a Joseph McCarty il direttore dell’Unità allude a Silvio Berlusconi.
Epurazioni? Prigione? Morte? In questi dieci anni abbiamo assistito a tanti “epurati”, “incarcerati” e “suicidi”: avevamo avuto l’impressione che la responsabilità di simili fatti non derivasse da Berlusconi. Forse Colombo e noi abbiamo vissuto in due Italie diverse.
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