E Ferrara chiede il veto
Metta (Berlusconi, ndr) il veto italiano a qualunque testo di trattato costituzionale che non contenga un esplicito – riferimento al retroterra giudaico-cristiano della nostra civilizzazione. (…) E un posticino nella storia, non da boutadier, il Cav. se lo sarà conquistato con il coraggio che tutti gli riconoscono. Sennò è il taglio di un nastro, tra l’altro bianco rosso e blu, che non sono i colori dell’Europa ma della Francia. (…) Quel riferimento alla tradizione identitaria europea, testimoniato dalla stessa conformazione storica e geopolitica dei continente, non va inteso e non sarebbe inteso come un atto di integralismo, bensì come un omaggio alla laicità del pensiero, quella vera. Può farlo? Sì. Se non andiamo errati, l’Italia ospita il Vaticano, che non è un passante. Se non ci sbagliamo, la coalizione eletta per governare il paese ed esprimerne gli orientamenti non dovrebbe dargli problemi (…). Ne nascerebbe un gigantesco dibattito di principio, colto e illuminato ma senza grembiulini, mariannes e tricoteuses dal quale il Cav., anche senza taglio di nastri, uscirebbe come quel che è o dovrebbe essere: uno che guida e non si lascia guidare. Il Foglio, “Il Cav., le segretarie e il veto”, 26.9.2003
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